Codice Tributo 3848: a cosa si riferisce, ravvedimento operoso e informazioni

La nostra attenzione si soffermerà oggi su un codice tributo in particolare, il numero 3848. Scopriremo a cosa si riferisce e vaglieremo tutte le informazioni principali che consentiranno di svolgere la corretta compilazione del modello F24. Infine capiremo se il codice in questione prevede la possibilità di agire con un ravvedimento operoso per regolarizzare la propria posizione qualora si dimenticasse di procedere al versamento nei tempi previsti.

A cosa si riferisce il tributo 3848: significato e informazioni

La quantità di codici tributi previsti dalla Legge italiana è talmente abbondante che è impossibile non avere difficoltà a ricordare il significato e l’utilità di ogni singolo codice. Noi di 24economia abbiamo deciso di dedicare diversi articoli ai codici in modo tale da poter pian piano conoscerli nel dettaglio ed imparare ad utilizzarli correttamente. Protagonista dell’articolo di oggi è il codice tributo 3848 necessario per eseguire il pagamento dell’addizionale comunale Irpef. Parliamo di un’imposta il cui importo è determinato attraverso l’applicazione di una specifica aliquota, che è diversa per ogni amministrazione comunale, sul reddito globale calcolato ai fini Irpef. La differenziazione tra comune e comune è dovuta alle diverse esigenze finanziarie e può essere tale che un comune può decidere di non applicare l’aliquota o di stabilire una soglia minima di reddito al di sotto della quale è prevista l’esenzione dal pagamento mentre un altro comune può scegliere di imporre la soglia massima per ogni lavoratore.

Il pagamento dell’addizionale  comunale Irpef deve essere eseguito nel medesimo anno in cui si maturano i redditi ai fini Irpef e tale addizionale è trattenuta dal sostituto di imposta che deve procedere poi con il versamento attraverso il modello F24. Si tratta di una imposta aggiuntiva rispetto alle ritenute Irpef presenti in busta paga ogni singolo mese che viene versata alla Regione. La somma da corrispondere viene divisa per diversificare il pagamento secondo una specifica modalità. Il primo versamento dovrà corrispondere al 30% del totale e dovrà essere versato a titolo d’acconto dal contribuente, il restante 70% dovrà essere conguagliato a saldo e il termine ultime di pagamento è fissato per il 16 aprile facendo riferimento al totale dei redditi da lavoro dipendente maturati al 31 marzo dello stesso anno. Il codice tributo 3848 dovrà essere utilizzato per corrispondere la seconda parte del pagamento, ossia il 70% dell’importo totale. 

La normativa stabilisce che il saldo dell’addizionale comunale Irpef, imposta che si paga attraverso il codice tributo 3848, può essere trattenuto per un numero massimo di rate mensili pari a undici a partire dal mese successivo a quello del conguaglio che solitamente si compie a fine anno e, in ogni caso, non oltre al mese di novembre. Più si tarda a fare il conguaglio, dunque, minore sarà il numero di rate previste per il versamento dell’imposta. E’ utile sapere, come informazione aggiuntiva in relazione al codice tributo 3848, quale sarebbe la procedura nel momento in cui si fosse in presenza di una cessazione del rapporto di lavoro. Il sostituto d’imposta dovrà, qualora la cessazione accadesse nel corso del periodo d’imposta, trattenere in un’unica soluzione tutte le rate residue riguardanti il saldo, stabilire qual è l’addizionale comunale dovuta all’Irpef per l’anno corrente ricercando, dunque, l’aliquota da applicare per poi applicare la trattenuta dell’importo risultante dalla differenza tra l’addizionale comunale da corrispondere e gli acconti già trattenuti. Per conoscere l’esatta percentuale dell’aliquota applicata nel comune di riferimento basterà accedere agli elenchi aggiornati annualmente sul sito dell’Amministrazione finanziaria, www.agenziaentrate.gov.it.

Il portale citato è utile sia per conoscere l’aliquota da applicare nel calcolo dell’addizionale comunale ma anche per visualizzare l’elenco di tutti i codici tributo esistenti per il pagamento delle tasse e imposte e scoprire dove devono essere inseriti nel modello F24. Abbiamo già accennato all’importanza della corretta compilazione del modulo definito “unificato”, in quanto consente di effettuare con un’unica operazione il pagamento delle somme da corrispondere e anche di compensare il pagamento con eventuali crediti, e alla presenza di varie sezioni che potrebbero impensierire il compilante. Aggiungiamo, ora, la presenza di ben quattro tipologie di modello F24, l’Ordinario, il Semplificato, l’Elide e l’Accise. Nel caso del pagamento dell’imposta con codice tributo 3848 è possibile utilizzare il modello ordinario, dedicato al versamento di tutti i tributi, compilando nello specifico la sezione “Imu ed altri tributi locali”. Nella prima colonna “codice ente/codice comune” occorrerà inserire il codice di riferimento del proprio comune che è possibile reperire attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate consultando la Tabella del Codici Catastali dei Comuni (per esempio il codice di Roma è H501 e quello di Milano F205). La successiva colonna da compilare è la settima, dove è presente la dicitura “codice tributo” e prevede proprio l’inserimento dei numeri 3848. Nella colonna “rateazione/mese rif.” bisognerà inserire il mese di riferimento mentre sotto “anno di riferimento” bisognerà inserire l’anno d’imposta per il quale si effettua il pagamento. L’importo da versare dovrà essere scritto nella colonna “importi a debito versati” e la somma degli importi è richiesta dalla colonna Totale G. Infine, occorrerà indicare il saldo che prevede di considerare oltre gli importi a debito eventuali importi a credito.

Come procedere con il ravvedimento operoso per F24 con codice tributo 3848

Osservando attentamente la sezione del modello F24 in cui inserire il codice tributo 3848 per il pagamento dell’addizionale comunale Irpef si può identificare facilmente la seconda colonna che corrisponde alla dicitura “ravv”. Queste lettere corrispondono al ravvedimento operoso, un procedimento che può essere messo in atto nel momento in cui si ha necessità di mettersi in regola con i pagamenti dell’addizionale comunale. Naturalmente, una volta che c’è stata una inadempienza nei versamenti occorrerà comunque pagare una sanzione pur effettuando il ravvedimento operoso ma la sanzione avrà un importo differente in base al tempo trascorso dal termine ultimo di pagamento. Qualora il versamento venga effettuato entro il quattordicesimo giorno dal momento della scadenza, gli interessi della sanzione corrisponderanno all’1,4% della somma dovuta. Se il ritardo è compreso tra i quindici e i trenta giorni, invece, la percentuale della sanzione sarà pari all’1,5% dell’importo da corrispondere mentre superando il periodo temporale di trenta giorni la sanzione risulterà essere pari al 1,67% della somma. Nel caso in cui il ritardo superasse i novanta giorni ma rientrasse nei dodici mesi, l’aumento previsto è del 3,75% per arrivare, poi, alla percentuale del 4,29% restando nei due anni e alla percentuale massima del 5% qualora il ritardo nel pagamento dell’imposta risultasse superiore ai ventiquattro mesi. Le percentuali indicate includono un forte sconto che la Legge prevede per coloro che avviano la procedura di ravvedimento operoso. Se così non fosse, gli interessi delle sanzioni verrebbero aumentati del 15% e del 30% raggiungendo cifre elevate.

L’omissione del pagamento dell’addizionale comunale Irpef, dunque, avrà costi differenti in base alla tempistica con cui si effettua il ravvedimento operoso. Questa procedura potrà essere messa in atto anche nel caso in cui l’Agenzia delle Entrate abbia già avviato i controlli mentre non potrà venire sfruttata qualora siano già attive procedure di liquidazione. Per poter pagare sanzione e interessi legate all’omissione/ritardo nel pagamento dell’addizionale comunale Irpef occorrerà utilizzare il modello F24 cambiando il codice tributo 3848 nel codice tributo 8926 per corrispondere la sanzione e nel codice 1998 per versare gli interessi. Anche in questo caso il codice con la relativa descrizione si trovano facilmente sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Il pagamento della sanzione ridotta deve necessariamente avvenire contestualmente al versamento dell’imposta e alla regolarizzazione della posizione con il pagamento degli interessi. Questo significa che tutte le tre somme, sanzione, imposta e interessi, devono essere versate contemporaneamente attraverso la compilazione di un unico modello F24 mantenendo separate le voci e utilizzando i diversi codici tributo.

Un aiuto al calcolo del ravvedimento operoso che include le tre voci citate si può avere utilizzando dei calcolatori online messi a disposizione da alcuni siti, come ad esempio il portale  www.avvocatoandreani.it. Il sistema eseguirà il calcolo partendo dall’inserimento di alcuni dati in un form ossia il codice tributo, l’importo dovuto, la scadenza del versamento e la data del ravvedimento. Per un importo omesso di 2 mila euro, per esempio, con scadenza nel febbraio 2021 si dovranno pagare una sanzione di 75,00 euro e interessi pari a 0,75 euro qualora si procedesse con il ravvedimento operoso nel mese di novembre 2021.

Per evitare sanzioni e interessi è bene ricordarsi di pagare entro i limiti temporali l’addizionale comunale Irpef. Abbiamo visto che la procedura è semplice una volta che si conosce il codice tributo da utilizzare, 3848, e si hanno le indicazioni sulla modalità di compilazione del modello F24. In alternativa, è possibile richiedere l’aiuto del commercialista o di intermediari finanziari come il CAF, Centro di Assistenza Fiscale per regolarizzare la propria posizione e non dover rischiare di avviare il procedimento per il ravvedimento operoso in un secondo momento.