Tasi Roma 2018: calcolo aliquota e detrazioni Comune di Roma, come e quando fare il pagamento

I proprietari delle abitazioni di lusso anche nel 2018 dovranno procedere al pagamento della Tasi, la Tassa sui Servizi indivisibili. Approfondiremo, oggi, l’imposta locale applicata nel comune di Roma procedendo con il calcolo dell’importo conoscendo l’aliquota e scoprendo se ci sono detrazioni che interessano i residenti nella capitale. Inoltre, vi informeremo su come e quando fare il versamento per non rimanere indietro con i pagamenti.

La tassa per i proprietari di immobili non riguarda tutti gli italiani ma solo quella parte di popolazione che è in possesso di abitazioni principali che rientrano nelle categorie di catastali di lusso o di seconde case, di fabbricati rurali, di negozi, di capannoni e altre specifiche pertinenze. Secondo la legge, però, esistono casi in cui si è esenti dal pagamento e casi in cui spettano agevolazioni sull’importo della tassa. L’aliquota di partenza, in ogni caso, dunque, influisce sul calcolo perciò è necessario conoscere la percentuale iniziale dell’imposta che varia da comune a comune.

Calcolo dell’aliquota della Tasi di Roma 2018

Per poter procedere con il calcolo della Tasi di Roma nel 2018 è necessario conoscere non solo l’aliquota applicata ma capire qual è il gruppo catastale di appartenenza del proprio immobile. L’appartenenza, infatti, è fondamentale per estrapolare il coefficiente da inserire nel momento del calcolo stesso. Esistono categorie catastali di tipo A che includono le case di tipo signorile (A/1, C/6, D/5), le dimore di tipo civile (A/2), le abitazioni di tipo economico (A/3), gli alloggi popolari (A/4) e ultrapopolari (A/5). A questa stessa categoria appartengono le case rurali (A/6), i villini (A/7), castelli e palazzi storici e di pregio artistico (A/9). Troviamo, poi, studi privati e uffici (A/10), rifugi, baite, sassi, baracche, trulli presenti nelle zone terremotate (A/11).

Passiamo alle categorie catastali di tipo B comprendenti collegi, convitti, orfanotrofi, ospizi, educandati, seminari e caserme (B/1), case di cura e ospedali senza fini di lucro (B/2), prigioni e riformatori (B/3), uffici pubblici (B/4), scuole e laboratori scientifici (B/5), musei, biblioteche , gallerie, accademie e pinacoteche (B/6) e magazzini come depositi sotterranei (B/7).

La penultima categoria catastale include negozi e botteghe (C/1), locali di deposito e magazzini (C/2), laboratori di arti e mestieri (C/3), locali per attività sportive (C/4), stabilimenti balneari (C/5), scuderia, autorimesse, stalle e rimesse (C/6) e tettoie (C/7). Infine, la categoria D comprende opifici (D/1), pensioni e alberghi (D/2), cinema, teatri, sale per concerti e spettacoli (D/3), case di cura e ospedali con fini di lucro (D/4), istituti di cambio e credito (D/5), fabbricati industriali (D/7) e edifici galleggianti, sospesi e ponti privati (D/10).

L’appartenenza ad una delle categorie determina un coefficiente essenziale per eseguire il calcolo dell’importo della Tasi da pagare. Nello specifico per poter calcolare la Tasi ed eventuali detrazioni a Roma occorrerà considerare le regole dell’IMU, trovando la base obbligatoria della tassa tramite il profitto catastale dell’immobile e dandole nuovo valore del 5%. Con il risultato ottenuto (equivalente al valore catastale) bisogna determinare la base Tasi dell’anno in corso moltiplicando il valore al coefficiente della tipologia dell’immobile legato alla categoria di appartenenza. Tale coefficiente sarà pari a 160 per le abitazioni del gruppo A tranne A/10 e per gli immobili del gruppo C/2, C/6 e C/7. Le costruzioni appartenenti ai gruppi B, C/3, C/4 e C/5 invece, avranno un coefficiente pari a 140 mentre gli uffici privati e gli studi del gruppo D/5 e A/10 presentano un coefficiente di 80. E’ 60 il coefficiente per il gruppo D, tranne D/5, e di 55 per la categoria catastale C.

Altra informazione di cui bisogna essere a conoscenza per procedere con il calcolo corrisponde proprio all’aliquota applicata nel 2018 nel comune di Roma. La prima rata ha preso in considerazione le aliquote applicate nel 2017 mentre per la seconda rata (di cui più avanti scopriremo la scadenza) nuove informazioni si avranno entro ottobre. Nello specifico, le aliquote sono state:

  • 1 x 1000 per le abitazioni principali e pertinenze delle categorie A/1, A/8 e A/9,
  • 1 x 1000 aliquota Tasi 2016 per fabbricati rurali ad uso strumentale,
  • 0,8 x 1000 per i fabbricati costruiti e riservati all’impresa costruttrice rimasti invenduti e non locati,
  • 0,8 x 1000 per tutti gli altri immobili come negozi, capannoni, seconde case e case di lusso.

Dopo essere venuti a conoscenza dei dati fondamentali per calcolare la Tasi a Roma è possibile semplificare la procedura utilizzando un calcolatore online presente sul sito www.tributi.comune.roma.it. Nel form occorrerà inserire le caratteristiche dell’immobile, la rendita/valore catastale, la quota di possesso e i mesi di possesso e procedere con i passaggi che man mano appariranno.

Un discorso diverso va affrontato per gli inquilini che vivono in un immobile pagando un affitto. La quota TASI, infatti, spetta esclusivamente al proprietario dell’immobile solo se l’unità immobiliare è locata da un affittuario che la adibisce ad abitazione principale. Se così non fosse, esisterebbe una quota anche per l’inquilino, pari al 20% nel comune di Roma. Proprietario e inquilino, dunque, dovrebbero procedere individualmente al pagamento della tassa pagando ognuno la propria parte ma con riduzione per entrambi.

All’interno della questione Tasi a Roma occorre inserire i casi in cui si è esenti dal pagamento per non procedere in difficili calcoli e ricerche di aliquote che potrebbero rivelarsi, alla fine, inutili. Rientrano nell’esenzione le prime case in cui si risiede e le relative pertinenze rientranti nelle categorie C/2, C/6 e C/7. Inoltre, non sono chiamati a pagare la Tassa nel 2018 i residenti in immobili in comodato d’uso e che presentano specifiche caratteristiche. Parliamo di:

  • alloggi sociali,
  • immobili di proprietà indivisa appartenenti a cooperative edilizie e che risultano abitazione principale dei soci,
  • dimore coniugali assegnate in seguito a sentenze dei giudici riguardanti divorzi e separazioni,
  • proprietà di forza armate non locati,
  • rifugi alpini non custoditi, bivacchi e punti d’appoggio,
  • terreni agricoli,
  • immobili di proprietà di anziani oppure disabili residenti in istituti di ricovero, che risultano non locati.

Altre esenzioni o specifiche detrazioni possono essere applicate dai comuni. Il comune di Roma, per il 2018, segue le direttive fin qui citate non aggiungendo altre particolari agevolazioni. E’ arrivato il momento di capire come e quando fare il pagamento.

Come e quando effettuare il pagamento della Tasi nel comune di Roma

Il pagamento della Tasi può essere dilazionato in due rate, la prima aveva come scadenza lo scorso 18 giugno mentre il saldo è previsto per il 17 dicembre 2018, oppure in un’unica rata che aveva come scadenza il 18 giugno. La prima rata è stata corrispondente al 50% dell’importo dovuto ed è stata calcolata (come detto in precedenza) basandosi sulle aliquote del 2017. La seconda rata dovrà essere uguale al restante 50% e dovrà essere calcolata in seguito alla rielaborazione delle nuove aliquote. I proprietari di immobili per cui spetta il pagamento della Tassa sui Servizi Indivisibili devono procedere al pagamento tramite compilazione del modello F24, facilmente reperibile presso gli sportelli bancari, gli uffici postali oppure online. Telematicamente è possibile non solo scaricare il modulo ma anche pagare l’importo dovuto così come è possibile rivolgersi a commercialisti o altri intermediari fiscali abilitati per effettuare il pagamento.

La sezione da compilare nel modello F24 è quella denominata “Sezione imu e altri tributi locali”. Gli importi che occorre versare andranno inseriti all’interno della colonna “importi a debito versati” che presenta diverse voci. Il codice catastale del comune in cui è collocato l’immobile soggetto a TASI è riportato nello spazio “Codice ente/codice comune”. La casella RAVV è da selezionare solamente se si tratta di un ravvedimento, nello spazio “Numero immobili” occorre inserire il numero degli immobili in possesso per un massimo di tre cifre mentre nello spazio “Anno di riferimento” il proprietario dovrà specificare l’anno di imposta a cui si riferisce il pagamento che si sta andando ad effettuare. Se il versamento riguarda un acconto occorrerà selezionare “Acc” mentre se è relativo al saldo si potrà sbarrare la casella “Saldo”. Nel caso in cui si effettua il pagamento in un’unica soluzione sarà necessario sbarrare entrambe le caselle.

Un’altra possibilità per procedere al pagamento della Tasi è l’utilizzo del bollettino postale inserendo come numero di conto corrente 1008857615 sia per la città di Roma che per tutti gli altri comuni d’Italia. Il numero è già prestampato così come l’intestazione. I dati da aggiungere sono l’importo da pagare, se il pagamento è a saldo o a rate, il codice del comune di residenza e il numero di fabbricati in proprio possesso presso quel comune di residenza. Il costo del bollettino è di 1,30 euro (0,70 centesimi per le persone di età superiore ai 70 anni) pagando allo sportello di un Ufficio Postale.

Infine, occorre essere a conoscenza dell’esatto codice tributo per poter pagare in sicurezza. Per l’abitazione principale e relative pertinenze il codice tributo è 3958, per i fabbricati rurali ad uso strumentali è 3959, per le aree fabbricabili è 3960 e per gli altri fabbricati è 3961.

In caso di dubbi e incertezze sullo svolgimento del corretto calcolo è consigliabile rivolgersi ad un commercialista oppure a patronati che aiutino a non commettere errori nel pagamento della Tassa sui Servizi Indivisibili.