Scelta Dinamica Cattolica 2019: rendimenti e opinioni

Scelta Dinamica di Cattolica è uno dei migliori prodotti di investimento del 2019, ne scopriremo perciò le opinioni e i rendimenti proposti. Si tratta di un contratto di assicurazione sulla vita (a questo proposito, di recente abbiamo analizzato “Penso a te” di Intesa Sanpaolo) che produce tuttavia anche dei rendimenti grazie alla gestione separata e ai fondi amministrati dalla società, finalizzati a garantire dei profitti nel medio e lungo termine. Vediamo qui di seguito come funziona questo prodotto, valutandone gli eventuali vantaggi per i contraenti.

Scelta Dinamica Cattolica, i rendimenti

Sempre più spesso si sente parlare di investimenti assicurativi sulla vita, ossia dei prodotti finanziari che da una parte promettono una copertura in caso di decesso del titolare a vantaggio dei beneficiari, e  dall’altra promettono dei profitti che potranno essere ritirati dal contraente in un orizzonte temporale di medio o lungo raggio. Da questo punto di vista,  si avvicinano maggiormente a soluzioni con caratteristiche di investimento piuttosto che polizze assicurative, benché cerchino di combinare entrambe le dimensioni. Scelta Dinamica si configura come uno strumento finanziario di questo tipo, dotato inoltre di flessibilità di gestione e dalla garanzia sul capitale investito.

La durata del contratto di Scelta Dinamica è a vita intera, e ciò vuol dire che può durare per tutta la vita dell’assicurato, sebbene preveda la possibilità di rescissione dopo un anno dalla sottoscrizione del prodotto. Il capitale viene versato con un premio unico che non può essere inferiore ai 5000 euro, e che potrà essere integrato successivamente con importi a partire da 1000 euro ciascuno. Le prestazioni della polizza dipendono da un duplice meccanismo: i rendimenti collegati alla gestione separata e gli andamenti delle quotazioni del fondo interno. La prima tipologia di amministrazione garantisce il consolidamento del premio, che per quanto riguarda questo comparto non dovrà superare il 70% del capitale assicurato.

Nel foglio informativo fornito dalla compagnia non è presente una percentuale di rendimento fissa, ma solo dei dati inerenti alla rendite degli anni precedenti e quindi orientativi per i possibili guadagni futuri. Dalla lettura dei resoconti storici si evince così che, dal 2011 al 2015, la gestione separata “RI.SPE.VI” ha prodotto dei rendimenti annuali sempre superiori al 4%, con il massimo del 4,22% fatto registrare nel 2012, mentre nel 2015 la rendita si è attestata sul 4,09%. Il resto del capitale viene impiegato nei fondi interni gestiti da Cattolica, ognuno dei quali è associato ad un diverso potenziale di guadagno e quindi ad un conseguente livello di rischio. Sono sei le tipologie a disposizione: il CP Unico, con le tre variazioni di “Prudente”, “Bilanciato” ed “Aggressivo”, ed il CP Flex, che può essere “Garantito 2025”, “Garantito 2030” e “Garantito 2035”. I rischi di tutti e questi sei prodotti si collocano tra una fascia media e medio – alta, in quanto investono prevalentemente nel settore azionario. I rendimenti passati si sono collocati tra il 14,45% negli ultimi tre anni del CP Aggressivo ed il 7,84% del CP Flex Garantito 2025.

Scelta Dinamica: opinioni, vantaggi e svantaggi

Dalle opinioni su Scelta Dinamica di Cattolica abbiamo scoperto vantaggi e punti negativi. Come qualsiasi prodotto d’investimento, anche Scelta Dinamica possiede dei punti di forza combinati a svantaggi, che dovranno essere valutati con attenzione prima di sottoscrivere il contratto. Riguardo gli aspetti positivi, si può citare il potenziale guadagno accumulabile specialmente grazie ai fondi interni di Cattolica, che negli anni passati hanno fatto registrare delle prestazioni soddisfacenti. Tuttavia, e questa è l’altra faccia della medaglia di questi strumenti, il contratto non è in grado di definire una percentuale di rendita prefissata, in quanto tutto dipende dall’andamento delle quotazioni azionarie; inoltre, occorre considerare il livello di rischio della polizza (il capitale versato può risultare inferiore al momento del riscatto e anche alla scadenza dei fondi), oltre ai costi di caricamento e gestione. Vantaggiosa è invece la possibilità di bilanciare l’investimento a seconda degli sviluppi finanziari (ad esempio, facendo confluire più capitale nella gestione separata in caso di andamenti azionari insoddisfacenti) e l’opzione di ritiro dei importi in caso di necessità del contraente.