Riscatto Laurea 2020: gratuito o agevolato, regole under 45 e over 45, costi, Quota 100, conviene o no?

Il riscatto della laurea è una interessante opportunità concessa dall’ordinamento italiano ai laureati che potranno così riscattare i contributi dei corsi universitari ai fini pensionistici. Destinatari di questa possibilità sono principalmente gli iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria, alle altre forme sostitutive ed esclusive e alla Gestione Separata. Parliamo, dunque, di dipendenti privati, lavoratori autonomi, professionisti, dipendenti pubblici, imprenditori, artisti e appartenenti ad altre categorie di lavoratori con in comune il conseguimento del diploma di laurea.

Le modalità di riscatto, i costi, i requisiti, sono tutti dettagli che caratterizzano il riscatto della laurea e il lavoratore laureato che desidera approfittare dell’opportunità concessa dovrà approfondire ogni aspetto relativo al funzionamento di tale riscatto. Occorrerà conoscere i casi in cui è gratuito e quando è agevolato, le regole valide per gli under 45 e per gli over 45, i costi da affrontare per riscattare il titolo di studio e le novità introdotte con Quota 100. Vagliando tutte queste informazioni si potrà delineare un quadro completo che consentirà di rispondere alla domanda se conviene o no procedere con la richiesta di riscatto.

Riscatto della laurea gratis o agevolato: regole per under 45 e over 45

L’istituto del riscatto della laurea consente ai lavoratori laureati di poter conteggiare gli anni di studio come contributi utili ai fini pensionistici. Sembrerebbe un’opportunità di cui approfittare immediatamente ma è necessario approfondire alcuni aspetti e sottolineare specifici dettagli prima di decidere se riscattare il titolo di studio conviene o no. Innanzitutto per poter approfittare dell’opportunità concessa dal nostro ordinamento bisognerà rispettare delle precise condizioni, essere in possesso di specifici requisiti e procedere con il pagamento dell’onere di riscatto. L’istituto in questione, infatti, fondamentalmente non è gratuito ma comporta dei costi onerosi che è necessario conoscere per poter rispondere alla domanda sulla convenienza del riscatto. L’onere da corrispondere viene calcolato dall’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale facendo riferimento alle disposizioni che regolano la liquidazione della pensione sia con sistema retributivo che con il sistema contributivo e alla collocazione temporale relativa agli anni di studio per il conseguimento della laurea. La cifra che verrà indicata dall’Inps, però, potrà essere soggetta ad agevolazioni, a degli sconti sugli anni di contributi. Nello specifico riscattare la laurea con agevolazioni significherà ottenere quattro o più anni di contributi a prezzi inferiori. Inoltre, l’onere potrà essere pagato con rate mensili (fino ad un massimo di 120 rate) senza interessi e risulta interamente deducibile dal reddito fiscalmente imponibile. Ciò è quanto è stato stabilito dalle nuove regole introdotte lo scorso anno che hanno ampliato la platea di destinatari includendo nelle agevolazioni tutti coloro che hanno conseguito il diploma di laurea, non solo gli under 45 ma anche coloro che hanno conquistato il titolo prima del 1995.

Le nuove regole per under 45 e over 45, dunque, hanno previsto la concessione del riscatto agevolato a tutti i laureati mentre in precedenza tale possibilità era riservata ai lavoratori di età inferiore ai 45 anni in possesso di anni da riscattare calcolabili con il sistema contributivo e collocati temporalmente dal 1996 in poi. Parliamo di un requisito legato all’età (meno di 18 anni di versamenti al 31 dicembre 1995 e collocati dal 1° gennaio 2012 per gli altri) che è stato eliminato con il decreto dello scorso anno valido per il 2020 mentre è stato confermato il requisito della collocazione temporale degli anni da riscattare seppur viene visto dall’Inps come condizione non rigida che può essere facilmente superata. Nello specifico, è concesso riscattare in via agevolata gli anni di corso universitario antecedenti al 1996. Requisito fondamentale per procedere in tal senso è accettare l’opzione del calcolo della pensione con il sistema interamente contributivo rinunciando al sistema misto, contributivo-retributivo che si rivela più favorevole per i lavoratori.

Le regole stabiliscono che l’opzione interamente contributiva può essere scelta da coloro che hanno meno di 18 anni di contributi al mese di dicembre 1995 ma almeno 15 anni di contributi di cui 5 collezionati dopo il 1995. Inoltre, potranno scegliere questa opportunità le donne lavoratrici che optano per “opzione donna” e tutti coloro che faranno domanda della pensione accentrando i contributi interamente nella Gestione separata dell’Inps. Per il riscatto agevolato della laurea, dunque, occorrerà rinunciare alla totalità della pensione.

Oltre al riscatto agevolato è utile approfondire il Cumulo gratuito periodi contributivi stabilito dalla Legge di Bilancio numero 232/2016. Ai lavoratori inoccupati laureati è concessa l’opportunità di cumulare tutti i contributi versati in gestioni diverse, inclusi i periodi di riscatto della laurea, ai fini pensionistici (sia in caso di pensione di vecchiaia che anticipata). Il cumulo gratuito è destinato a tutti gli iscritti presso due o più forme di assicurazione obbligatoria dei lavoratori dipendenti pubblici e privati, lavoratori autonomi e degli iscritti alla gestione separata e alle forme sostitutive ed esclusive della stessa per poter conseguire un’unica pensione. La domanda di riscatto della laurea gratuita dovrà essere presentata in via telematica attraverso il sito ufficiale dell’Inps. Da sapere che il governo sta lavorando per poter applicare il riscatto gratuito ai nati tra il 1980 e il 2000 iscritti ad un corso di laurea ma che non hanno ancora conseguito il titolo.

Costi riscatto ordinario e agevolato e quota 100: conviene o no riscattare la laurea?

Un punto fondamentale da conoscere per poter stabilire la convenienza del riscattare la laurea o meno riguarda i costi del riscatto in questione. Ogni anno di riscatto agevolato ha, nel 2020, un costo di 5.260,00 euro. Per cinque anni di università, dunque, occorrerà corrispondere 26.300,00 euro, cifra interamente deducibile ai fini fiscali. L’onere da pagare potrà essere corrisposto in un’unica soluzione oppure in un massimo di 120 rate mensili senza interessi sulla rateizzazione. Il calcolo del riscatto light dipende principalmente dal reddito e dall’età anagrafica. Il periodo di riferimento per tale calcolo inizia nel mese di novembre del primo anno di immatricolazione e prosegue per tutta la durata legale del corso (non si considerano, dunque, gli anni fuoricorso). In secondo luogo, il costo viene calcolato nella misura del 30% moltiplicando l’aliquota Iva al 33% per il reddito minimo soggetto ad imposizione della Gestione Inps di artigiani e commercianti. Effettuando il calcolo si arriva ad una spesa superiore a 5 mila euro per ogni anno riscattato.

La misura del riscatto della laurea valida per coloro che hanno conseguito il titolo dopo il 1996 è compatibile con Quota 100, la norma che consente di andare in pensione combinando un’età minima di 62 anni e 38 anni minimi di contributi? In realtà occorre sottolineare degli aspetti che indirizzano gli istituti verso differenti tipologie di destinatari. Il riscatto della laurea con i requisiti agevolati deve necessariamente, come già accennato, rientrare in una specifica collocazione temporale e all’interno del sistema contributivo. Quota 100, invece, si rivolge ai lavoratori assicurati che rientrano nel sistema misto per i quali risultano periodi contributivi accreditati sia prima di dicembre 1995 che dopo. Di conseguenza, i laureati prima del 95 non potranno riscattare in maniera agevolata gli anni di conseguimento del titolo di studio ma potranno procedere riscattando la laurea a costi più elevati basandosi sui calcoli della riserva matematica. Nel 2020, dunque, le introduzioni delle nuove opportunità nel riscattare la laurea in maniera agevolata hanno stabilito che tutti coloro che hanno conseguito il diploma di laureo o titolo equivalente possono riscattare ai fini pensionistici un massimo di 5 anni degli studi universitari usufruendo di uno sconto del 30%. L’agevolazione è valida sia per gli under che per gli over 45. In più, è possibile optare per il riscatto flessibile scegliendo di riscattare non tutti gli anni di studio ma solo una parte. In ogni caso, il limite di età rende matematicamente impossibile utilizzare il riscatto della laurea per accedere alla pensione anticipata con Quota 100.

Per capire meglio i costi con il riscatto ordinario e agevolato affrontiamo due esempi. Il primo ha come protagonista un lavoratore con reddito annuale di circa 40 mila euro lordi. Il calcolo ordinario prevederebbe un costo del riscatto superiore ai 13 mila euro per un anno di studi mentre con l’agevolazione pagherebbe poco più di 5 mila euro all’anno. Nel secondo esempio si attesta, invece, come un lavoratore che compie 44 anni nel 2020 ed ha un reddito di 28 mila euro annui volendo riscattare 5 anni pagherebbe 46.200,00 euro con il riscatto ordinario e 26.200 con il riscatto agevolato.

Appurate le notizie sul riscatto della laurea, sulle condizioni, i requisiti e i costi, abbiamo gli elementi necessari per rispondere alla domanda sulla convenienza nel riscattare il titolo ai fini pensionistici. Il riscatto conviene solo per particolare categorie di persone dato i costi onerosi che vedono su uno stesso livello i neo laureati e gli over 45. le categorie avvantaggiate per il riscatto ordinario sono gli inoccupati e coloro che hanno un reddito annuo elevato. Nello specifico, secondo le ultime stime, la convenienza riguarda soprattutto le persone con reddito superiore ai 70 mila euro annui che potranno contare su un vantaggio fiscale pari al 47%.

Per appurare la reale convenienza dell’istituto è possibile sfruttare il servizio online di simulazione del calcolo INPS presente nel sito ufficiale dell’ente e messo a disposizione di ogni utente gratuitamente. Ricordiamo, infine, che volendo riscattare la laurea ma non potendo affrontare l’onere completo si può optare per il riscatto della laurea flessibile. In questo modo si coinvolgerebbe nel calcolo un periodo di studi più breve rispetto alla durata legale del corso di laurea.