Obbligazioni Intesa Sanpaolo Subordinate Bancarie 2018: quotazioni e nuove emissioni

Intesa Sanpaolo aiuta gli investitori a scegliere tra le obbligazioni quella più adatta alle esigenze presentate fornendo lo strumento più consono al proprio profilo per muoversi efficacemente nei mercati. In particolare, le obbligazioni subordinate bancarie si presentano come strumenti piuttosto complicati e difficili da gestire data la non completa chiarezza e trasparenza delle caratteristiche tecniche dei titoli.

Il rischio che alcune obbligazioni comportano è decisamente molto alto ed è bene conoscerlo fin da subito facendo affidamento sui consulenti di Intesa Sanpaolo e sul loro aiuto. In caso di fallimento è possibile perdere anche il 100% del capitale investito inizialmente soprattutto se si acquistano obbligazioni Tier 1 e Tier 2. La motivazione alla base di una perdita così rilevante per i bond subordinati risiede nel fatto che, in caso di problemi finanziari da parte dell’emittente, verranno rimborsati prima i creditori ordinari. Tali obbligazioni prevedono, inoltre, la presenza di cedole non necessariamente provviste di una scadenza rendendo più difficile la valutazione del rendimento. L’emittente le potrà ritirare in date differenti approfittando dell’opzione denominata “Call”. Solitamente, parlando di investimenti, ad un rischio più elevato corrisponde un guadagno maggiore. Scopriamo se questa affermazione risulta valida per le obbligazioni subordinate bancarie di Intesa Sanpaolo analizzando le quotazioni.

Quotazioni obbligazioni Intesa Sanpaolo subordinate bancarie

Studiando la storia del Gruppo Intesa si nota come la collocazione di nuovi bond sia frequente da parte della banca. Lo scorso marzo 2018 ha visto lanciate, ad esempio, obbligazioni senior unsecured a 10 anni per 1,25 miliardi di euro contro un ordine di 1,8 miliardi. Il titolo è stato prezzato al reoffer a 99,266, superando di 77 punti base il tasso midswap equivalente a 1,831%. Il codice Isin del bond in questione è XS1785340172 e l’obbligazione risulta negoziabile nella Borsa di Lussemburgo per tagli minimi pari a 100 mila euro con successivi multipli di mille euro.

Nel settembre 2017, invece, l’obbligazione lanciata rientrava nella categoria Tier 2 e si tratta di un bond a tasso variabile a 7 anni, che prevede il rimborso in un’unica soluzione alla scadenza e un taglio minimo di 100 mila euro. Questa obbligazione è stata ideata per investitori attenti e qualificati e con un patrimonio netto decisamente elevato (high-net-worth individuals) superiore al milione di dollari. Come già specificato, il rischio è elevato e del tutto legato alla solidità finanziaria dell’emittente e alla possibilità di assolvere pienamente agli impegni finanziari. Qualora, poi, l’investitore decidesse di vendere anticipatamente i titoli sarebbe necessario trovare il periodo giusto per non subire pesanti perdite di capitale dovute ad uno squilibrio del prezzo del bond tra il momento dell’acquisto e quello di vendita.

La Banca Intesa Sanpaolo mette a disposizione del cliente ogni documentazione relativa ai costi e ai rischi delle obbligazioni subordinate bancarie ma spetta all’investitore stesso controllare costantemente l’andamento del prezzo e negoziare al momento più opportuno in seguito alla chiusura del periodo in offerta e dell’inserimento su Euro TLX.

Per conoscere le quotazioni è possibile accedere al sito www.bancaimi.prodottiequotazioni.com e approfittare dell’apposito form inserendo i filtri conosciuti, dalla tipologia di cedola alla valuta fino alla data di scadenza oppure visualizzare tutte le obbligazioni presenti cliccando su quella di proprio interesse. Ad esempio, si scopre come il bond con scadenza il 20 luglio 2020 sottoscritto nel 2015 valutato in euro sul mercato TLX presenta nel momento in cui è viene scritto l’articolo una quotazione di 100,84 in rialzo dello 0,11% e con un prezzo massimo raggiunto dopo il suo lancio di 101,10 euro.

Nuove emissioni delle obbligazioni Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo ha tre obbligazioni in scadenza nel 2018 e probabilmente nuove emissioni da proporre agli investitori. Del Punta, CFO di banca Intesa, per il momento ha escluso la possibilità di un lancio per l’anno in corso di un’obbligazione senior non preferred, appartenente ad una nuova categoria di bond che presentano un rango intermedio tra i senior tradizionali e i Tier 2. Sono titoli con la durata contrattuale di minimo un anno, molto utilizzati in Francia e Spagna e da poco arrivati in Italia con l’emissione da parte di Unicredit. Parliamo di emissioni parecchio costose che probabilmente anche Banca Intesa Sanpaolo lancerà nel momento in cui sarà certa di ottenere un riscontro positivo.

Per conoscere nei dettagli la gamma di bond offerti dalla Banca Intesa è consigliabile, come già accennato, recarsi in filiale e lasciarsi consigliare dai consulenti professionali nella gestione del portafoglio, soprattutto se non si è grandi esperti dei mercati finanziari. Intesa Sanpaolo, invece, valuta attentamente i mercati e le opportunità che si presentano come quando lo scorso febbraio ha emesso titoli con scadenza il 3 febbraio 2020 e il 2 febbraio 2020. Parliamo di un’emissione successiva all’offerta con cui la Banca si è rivolta ai portatori di obbligazioni senior emessi dalle ex banche venete e garantite dallo Stato, offerta superiore a 1,703 miliardi di euro. Questa somma include il valore nominale aggregato pari a 823.500.000 euro per i bond prima citati che scadranno il 3 febbraio 2020 e il valore nominale aggregato di 879.800.000 per i titoli che presentano la data di scadenza il 2 febbraio 2020.  Il prezzo di acquisto risulta essere equivalente al 101,20% e la cedola annua è pari allo 0,50%.

Gli investitori puntano molto su Intesa Sanpaolo come dimostra la domanda di 4 miliardi di euro che lo scorso anno ha accompagnato l’emissioni del bond subordinato bancario appartenente alla tipologia additional Tier 1 dal valore di 750 milioni di euro. Domanda che ha seguito di pochi mesi quella di 1,25 miliardi di euro per un altra obbligazione appartenente alla stessa categoria con scadenza a 7 anni, cedola del 6,25%, un rendimento a scadenza pari a 6,348% legato ad uno spread di 585,6 punti base e con rating Ba3/B+/B+.

Da citare tra le emissioni di Intesa Sanpaolo un nuovo green bond (mercato sempre più ricercato dagli investitori) quotato su Euro TLX con Isin XS1636000561. E’ un’obbligazione che presenta un controvalore di 500.000.000 di euro e cedola annuale dello 0,875% del valore nominale e con scadenza a 5 anni, il 27 giugno 2022. Dato che il prezzo di emissione è stato del 99, 534%, il rendimento presenta una corrispondenza di un premio che supera di 85 punti base il tasso mid-swap a cinque anni. Questa obbligazione è quotata nella Borsa di Lussemburgo e risulta negoziabile per tagli minimi di 100 mila euro. Come progetto finanziario si rivela importante da citare dato che porterà con sé benefici ambientali da non sottovalutare.

Un altro mercato su cui opera Intesa Sanpaolo è ExtraMot della Borsa Italiana. Risulta emesso un bond a 8 anni che fa riferimento al prestito obbligazionario senior unsecured collocato da Ca’ de Sass e che presenta interessi indicizzati che si rapportano ai tassi Euribor trimestrali. La domanda mondiale è stata equivalente a 1,5 miliardi di euro per un bond prezzato inizialmente a 110 punti base sopra al tasso di interesse a tre mesi e poi abbassato a 99,89%. Il pagamento dell’obbligazione avverrà in una unica soluzione il 26 maggio 2024 ed è possibile negoziare il bond per importi minimi di 100 mila euro.

Cosa dobbiamo aspettarci nel 2018: arriveranno nuove obbligazioni di Intesa Sanpaolo?

Dando uno sguardo agli anni precedenti, è possibile ipotizzare che Intesa Sanpaolo avvierà nuove emissioni di bond prima della fine del 2018. Ciò di cui si è certi è che la Banca ha programmato e affidato la gestione dell’emissione di obbligazioni in yen ad un gruppo di banche di una certa rilevanza (Daiwa, Nomura, Mizuho e Barclays). I bond verranno quotati e negoziati nel mercato Pro-Bond di Tokyo e nella Borsa di Lussomburgo e si rivolgeranno alle società estere interessate ad investire nella moneta locale. Le scadenze previste per queste nuove emissioni varieranno tra i tre e i quindici anni facendo pensare ai rating Baa1 di Moody’s, BBB per quanto riguarda Standard & Poor’s e Fitch e BBB (High) per Dbrs. Intesa Sanpaolo si lancia in questa azione finanziaria per rientrare nel programma denominato Euro Medio term note da 70 miliardi di euro.

Per conoscere più approfonditamente i bond e i prodotti di investimento di Intesa Sanpaolo vi rimandiamo alla consulenza offerta dai professionisti che lavorano per la Banca e che procederanno inizialmente con il delineare i principali elementi mostrando e analizzando gli scenari su cui agiscono le linee di investimento. Continueranno poi inquadrando l’investitore all’interno di un profilo finanziario che risulterà determinante per capire la migliore soluzione di investimento in rapporto alle esigenze e al denaro a disposizione. Soluzione che verrà trovata prendendo in esame tutte le varie opportunità presenti sui vari mercati (sono oltre 70 i mercati internazionali e domestici a cui ha accesso Intesa Sanpaolo).

Non essendo le obbligazioni gli unici prodotti finanziari legati agli investimenti ad essere presentati dalla Banca Intesa (troviamo polizze vita, assicurazioni, fondi, certificates e altre gestioni patrimoniali) è consigliabile procedere con la diversificazione del portafoglio per ridurre al minimo i rischi di perdita del capitale investito. Ricordiamo, infatti, che le obbligazioni subordinate bancarie presentano un elevato rischio per i motivi spiegati in precedenza anche se l’affidabilità, la forza e la decisa presenza sul mercato di Intesa Sanpaolo convincono gli investitori più esperti (e con un elevato patrimonio netto) ad assumersi questo rischio ed a investire nei bond emessi dalla Banca.