Flat Tax 2018: significato, calcolo detrazioni, esempio pratico e ultime novità, cosa cambierebbe?

La Flat Tax riuscirà a rappresentare la rivoluzione fiscale tanto attesa per superare la fase di stallo in cui l’Italia si trova? Qual è il reale significato di questa tassa, le novità e i cambiamenti che introdurrà per le famiglie e le imprese? Risponderemo a questi quesiti e chiariremo come procedere al calcolo delle detrazioni facendo un esempio pratico del funzionamento.

La riforma fiscale dell’Irpef annunciata dal governo M5S e Lega si presenta come un necessario intervento volto a superare l’imposta dei redditi delle persone fisiche mediante l’introduzione di una tassa piatta. Tassa che sarà relativa al reddito delle famiglie e delle imprese e che sarà composta da due aliquote. I tempi di introduzione previsti per la nuova tassa sono brevi. La partenza è prevista già nel 2018 per 1,5 milioni di partite IVA, nel 2019 per le imprese e nel 2020 per le famiglie. Scendiamo nei dettagli e approfondiamo la conoscenza con la Flat  Tax voluta fortemente dal Governo Conte.

Significato e funzionamento della Flat Tax, la nuova tassa del 2018

La Flat Tax è uno strumento fiscale che introduce una tassa definita piatta caratterizzata da una aliquota unica e bassa uguale per tutti. Lo scopo finale è ridurre l’evasione fiscale e, di conseguenza, diminuire le tasse imposte dallo Stato. E’ da diversi governi che l’idea di una Tassa Piatta cerca di farsi strada nel panorama italiano ma solo con il governo M5S Lega l’attuazione del progetto sta avendo luogo. In realtà, la proposta fiscale italiana è un’evoluzione della Flat Tax prevedendo una doppia aliquota al 15% e al 20% e degli scaglioni di reddito necessari per determinare le deduzioni da applicare seguendo il principio di progressività che l’Irpef segue e che viene garantito dalla Costituzione.

Per l’Italia, dunque, sono previste due aliquote, per le imprese e per le famiglie. La Flat Tax per le famiglie prevederà un sistema di deduzione forfettarie in base al quale verrà stabilita la no tax area che garantirà l’applicazione del 15% per alcuni casi specifici. Il Governo Conte ha, infatti, determinato, che la Flat Tax 2020 per le famiglie presenterà due differenti aliquote che dipenderanno dal reddito. L’aliquota del 15% per le famiglie con reddito fino a 80 mila euro e l’aliquota del 20% per le famiglie con redditi superiori ad 80 mila euro annui.

La doppia aliquota per le imprese sarà, invece, distribuita al 15% e al 20% in base all’assenza o alla presenza del pagamento dell’IRES. L’aliquota del 15% verrà applicata alle società che procedono al pagamento dell’Imposta sul Reddito della Società mentre in caso di altre partite IVA, imprese, professionisti e società, l’aliquota sarà del 20%.

La Flat Tax italiana si diversifica, dunque, dallo strumento fiscale ordinario valido in altri Paesi per la presenza della doppia aliquota. Questa, però, non è l’unica caratteristica da presentare della tassa piatta. E’ incluso anche un pacchetto di deduzioni fondamentali al fine del calcolo stesso.

Calcolo delle deduzioni per la Flat Tax Famiglie e Imprese con esempio pratico

Sono già state stabilite le deduzioni da applicare alla Tassa Piatta per le famiglie italiane che dipenderanno dal reddito presentato. Tali deduzioni saranno sostitutive delle detrazioni finora riconosciute dalla Legge tranne per le detrazioni per le ristrutturazioni, per il mutuo prima casa e per il risparmio energetico che sono state avviate prima dell’introduzione della riforma.

La Flat Tax Famiglie prevederà specifiche deduzioni suddivise in fasce di reddito a seconda del reddito:

  • da 0 a 35.000 euro la deduzione forfettaria sarà di 3 mila euro per ogni componente del nucleo familiare,
  • da 35.001 euro a 50.000 euro verrà considerata solo la detrazione per carichi familiari la cui somma rappresenterà la no tax area della famiglia da cui procedere con il calcolo dell’aliquota al 15%,
  • superiore a 50.001 euro non sono previste deduzioni.

Procediamo con un esempio pratico che ha come protagonista una famiglia con reddito rientrante nella seconda fascia e composta da tre componenti. Occorrerà moltiplicare 3 per 3 mila ottenendo come risultano 9 mila euro di deduzioni. Questa cifra rappresenterà la no tax area della famiglia, perciò bisognerà applicare l’aliquota del 15% iniziando dai 9 mila euro fino ad arrivare al reddito totale inferiore ai 35 mila euro.

Adesso facciamo vari esempi in base al reddito. Il primo calcolo lo eseguiamo su un reddito annuo di un contribuente pari a 15 mila euro. Occorrerà detrarre da questa cifra 3 mila euro di deduzioni ottenendo 12.000 euro e applicare poi l’aliquota del 15%. Il risultato finale indicherà 1.800 euro l’importo dell’imposta Flat Tax.

Consideriamo, invece, un reddito di 25 mila euro lordi.

25.000 – 3.000 = 22.000

(22.000:100) x 15= 3.300 euro di imposta della tassa piatta.

Saliamo fino ad un reddito di 40 mila euro lordi. Superando i 35 mila euro della fascia stabilita dal governo per la Flat Tax, le deduzioni riguarderanno, come detto in precedenza, solo i familiari a carico. Qualora risultassero tre (moglie a carico e due figli) si procederà così:

40.000 – 9.000 = 31.000

(31.000 : 100) x 15 = 4.650 euro euro di imposta da pagare.

Con un reddito superiore a 51 mila euro non si ha diritto ad alcuna deduzione perciò

(51.000 : 100) x 15 = 7.650 euro di imposta.

Cambia l’aliquota per le famiglie con reddito superiore ad 81.000 euro lordi risultando del 20% e si annullano, anche in questo caso, le deduzioni. Di conseguenza, occorrerà procedere con questo calcolo (se il reddito è pari a 81.000 euro)

(81.000 : 100) x 20 = 16.200 euro di imposta Flat Tax.

Per riuscire a calcolare l’importo esatto occorrerà sostituire agli esempi citati il vostro reddito annuale e procede come indicato, identificando fascia di reddito e inserendo altri componenti se presenti.

Non sono ancora state stabilite le deduzioni e detrazioni per la Flat Tax delle imprese, partita IVA, Professionisti e società. Occorrerà attendere nuove informazioni. Per il momento abbiamo appurato che l’aliquota diminuirà, passando dal 24% al 15% per le imprese che pagano l’IRES e tra il 15% e il 20% per le altre società.

Cosa cambia con l’introduzione della Flat Tax e quali sono le ultime novità

L’introduzione della Flat Tax modificherebbe il sistema fiscale italiano comportando vantaggi e svantaggi. Innanzitutto, si velocizzerebbe l’applicazione del sistema stesso annullando conguagli, anticipi di tassazione e complicazioni similari. Inoltre, il pagamento unico delle tasse agevolerebbe i cittadini che non dovrebbero più fare riferimento ad un sostituto di imposta, all’ente pensionistico o al datore di lavoro per pagare le tasse velocizzando i tempi di acquisizione del compenso soprattutto per le famiglie con reddito più basso e deduzioni più elevate.

Cambierebbe lo stipendio dato che nella busta paga del lavoratore dipendente e nel cedolino della pensione del pensionato verrebbe indicata direttamente la retribuzione netta senza la tassazione, in modo tale da sorvolare il passaggio che prevederebbe il pagamento di un lordo da parte dello Stato che verrebbe, poi, soggetto a tassazione. Si semplificherebbe anche il compito del datore di lavoro, facilitando la gestione della busta paga senza necessità di calcoli, versamenti e trattenute e la compilazione della dichiarazione dei redditi risulterebbe più semplice.

Questi cambiamenti sono a livello funzionale e pratico e relativi allo stipendio ma ne esistono altri ugualmente importanti. Come detto all’inizio del nostro articolo, lo scopo che avanzano i sostenitori della Flat Tax è quello di far pagare meno tasse diminuendo l’evasione fiscale e cercando di pareggiare le entrate dello Stato. Inoltre, si cercherebbe di agevolare la crescita e la nascita delle imprese e delle società spaventate, attualmente, da una elevata tassazione.

Le prospettive appena citate illustrano una visione ottimistica dell’introduzione della Flat Tax e si basano sull’esperienza vissuta da altri paesi che hanno già introdotto la tassa piatta. Parliamo, ad esempio, dell’Estonia (nel 1990 ha applicato aliquota al 24%), della Russia (nel 2011 con aliquota al 13%), della Bulgaria (nel 2008 con aliquota al 10%), ma l’Italia come reagirebbe?

Il sistema fiscale subirebbe una rivoluzione che lo porterebbe a diventare sicuramente chiaro e trasparente, con un unico semplice versamento delle imposte, niente più sostituti di imposta né ritenute d’acconto o conguagli. Nello stesso tempo, si perderebbero detrazioni personali legate alle caratteristiche della propria famiglia. Non esisterebbero più detrazioni per numero di figli, spese mediche, universitarie, e altro. Inoltre, la Flat Tax sembrerebbe avvantaggiare i più ricchi che attualmente con l’Irpef devono sottostare ad un’aliquota del 41% e che con l’introduzione della tassa piatta scenderebbe fino al 15% o 20%.

A questo proposito, pochi giorni fa, il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi di Maio, all’assemblea di Confartigianato, ha sottolineato come la Flat Tax sia dedicata alle fasce più deboli della popolazione e che non sarebbe mai stata approvata se avesse riguardato solamente i più ricchi. Le ultime news, lasciano intendere che anche il presidente della Confartigianato è in linea con quanto proposto dal Governo Conte. Giorgio Merletti ha infatti affermato che di tasse “Ne paghiamo tante, troppe e lo spread fiscale tra noi e l’Europa è sempre troppo elevato: la differente pressione fiscale ci costa 18,6 miliardi rispetto alla media Ue. E allora ben venga la Flat Tax”.

Naturalmente, bisognerà aspettarsi un periodo iniziale di difficoltà prima che inizi una ripresa finanziaria e che risultino evidenti i risultati positivi che si sono riscontrati nei paesi dell’Europa dell’Est. Tanti se e tanti ma aleggiano intorno alla Flat Tax, è comunque un tentativo che secondo molte persone va affrontato. Le prime applicazioni, che dovrebbero partire nel corso dell’anno, riguarderanno le imprese e solo successivamente le famiglie italiane. Si tende ad una estensione della tassa piatta nel tempo, procedendo così a perfezionamenti e migliorie dove necessario. Riuscirà la Flat Tax a ridurre l’eccessiva pressione fiscale a cui sono sottoposti i cittadini italiani?