Finanziamenti e Coronavirus 2020: sospensione rate su prestiti personali e mutui, banche aderenti e requisiti

Il Coronavirus, tra tutti i disagi, ha portato confusione riguardo le rate di finanziamenti (prestiti e mutui) che mensilmente vengono prelevate dai conti correnti per andare a coprire il debito accumulato con banche e istituti di credito.

L’interruzione di molte attività lavorative sta impendendo ai lavoratori autonomi e ad altre categorie di lavoratori di avere lo stipendio mensile necessario per coprire la rata dei finanziamenti e i risparmi accumulati, che in molti casi risultano essere minimi, dovranno essere destinati per pagare beni di prima necessità che consentano di vivere con dignità in questi mesi difficili. Quale è stata la soluzione promessa ed attuata dal Governo per aiutare i cittadini a restare in regola nei confronti delle banche? Abbiamo assistito ad una sospensione del pagamento delle rate su prestiti e mutui a condizione del possesso di determinati requisiti. Cerchiamo di capirne di più e di conoscere le banche aderenti all’iniziativa in modo tale da riuscire a mettere da parte con un piccolo sospiro di sollievo una delle problematiche causate dal Coronavirus.

Sospensione del pagamento delle rate di prestiti e mutui a causa del Coronavirus del 2020: ecco i requisiti

Durante l’emergenza Coronavirus si stanno affrontando tematiche di vario genere, tutte urgenti e ugualmente importanti. Lo scopo del Governo deve essere quello di aiutare tutti i cittadini a superare la crisi in atto con dignità e sentendosi al sicuro all’interno della propria nazione. Tra i temi caldi troviamo la questione del pagamento di mutui e prestiti, impossibile da effettuare per molte persone, lavoratori autonomi o liberi professionisti o dipendenti che in questo difficile periodo non possono lavorare e, di conseguenza, non percepiscono uno stipendio. La problematica è stata presa in considerazione nella prima metà di marzo e si è arrivati giorno dopo giorno a stabilire tutte le condizioni e le dinamiche che regolano questa sospensione.

Il decreto Cura Italia del 16 marzo 2020 per il sostegno alle famiglie ha previsto la possibilità che liberi professionisti e lavoratori autonomi possano richiedere la sospensione delle rate dei mutui prima casa accedendo al Fondo Gasparrini, il fondo di solidarietà per i mutui prima casa gestito dalla Consap. Questo Fondo consente di non pagare la rata mensile del finanziamento per un massimo di 18 mesi e di ottenere il rimborso del 50% degli interessi maturati durante il periodo di sospensione. Il Fondo Gasparrini garantisce la possibilità di sospendere i prestiti e mutui per le abitazioni dal valore fino a 250 mila euro e durerà 9 mesi (fino a dicembre 2020) ma il decreto individua alcuni paletti da rispettare. Per quanto riguarda i lavoratori autonomi l’unica condizione da rispettare è aver registrato in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 un calo del fatturato pari o superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019 per la chiusura dell’attività o una sua restrizione a causa dell’emergenza coronavirus e delle disposizioni messe in atto dalle autorità competenti. Non occorrerà, dunque, presentare l’ISEE dato che non ci sono limiti di reddito.

Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, la sospensione del pagamento delle rate dei finanziamenti potrà essere richiesta (in relazione al Fondo Gasparrini) qualora si venga messi in cassa integrazione oppure si nel caso in cui si dovessero subire drastiche riduzioni dell’orario lavorativo e, dunque, del reddito. In alternativa, sarà possibile appoggiarsi ad un secondo Fondo di ultima istanza per il reddito. Parliamo di uno stanziamento di 200 milioni di euro volto al supporto di chi è in grave difficoltà per via dell’emergenza Coronavirus, lavoratori dipendenti e autonomi, che già nello scorso anno avevano registrato un reddito inferiore a 10 mila euro.

I requisiti per chiedere la sospensione delle rate del mutuo prima casa sono, ricapitolando, la cessazione del lavoro subordinato a tempo indeterminato o determinato o cassa integrazione superiore ai 30 giorni, la cessazione del lavoro parasubordinato o di rappresentanza commerciale o di agenzia, la morte o il riconoscimento di grave handicap o di invalidità civile superiore all’80%, la riduzione del fatturato oltre il 33% a partire dal 21 febbraio 2020. Naturalmente, tali cessazioni e difficoltà devono essere legate all’emergenza Coronavirus.

E’ importante sapere, poi, che la richiesta di sospensione può essere avanzata per mutui prima casa in ammortamento da almeno un anno al momento della presentazione della domanda e anche qualora risultino già dei ritardi nel pagamento a condizione che non superino i 90 giorni consecutivi.

Il Governo, poi, ha previsto delle misure particolari per i prestiti che piccole, medie e micro imprese italiane hanno attivi con le banche o finanziarie. Nello specifico, il Governo ha disposto che le linee di credito accordate sino a revoca e i finanziamenti con anticipi sul credito non potranno essere revocati fino al 30 settembre 2020, la restituzione dei prestiti non rateali con scadenza anteriore al 30 settembre dovrà essere rinviata fino alla stessa data mantenendo le stesse condizioni e con modalità che non dovranno risultare in oneri né per le imprese né per gli intermediari finanziari e che il pagamento di prestiti rateali con scadenza anteriore al 30 settembre avrà nuove scadenze in base a nuovi accordi tra le parti e che, in ogni caso, verrà sospeso fino a quella data senza aggiungere ulteriori oneri. Destinatari della misura sono quelle aziende medio piccole che hanno subito un blocco o un grave ridimensionamento dell’attività a causa del Coronavirus. Le forme di garanzia sono estese anche alle aziende del settore agricolo e della pesca per un valore di 80 milioni di euro.

Banche aderenti alla sospensione delle rate prestiti e mutui per Coronavirus

Per poter ottenere la sospensione del pagamento delle rate del mutuo occorrerà avanzare domanda alla banca di riferimento ed attendere che l’istituto avanzi la richiesta alla Consap, la società che gestisce il Fondo Gasparrini. Sarà la società pubblica, infatti, a valutare la domanda e a concedere o meno l’autorizzazione e la tempistica è di 30 giorni. Il riferimento, nell’ottica dell’attivazione della sospensione, è verso mutui a tasso fisso, variabile e misto, mutui- surroga e portabilità, mutui cartolarizzati e prestiti di credito al consumo o finalizzati a condizione che siano superiori a 24 mesi e ad eccezione delle carte revolving e della cessione del quinto. L’inoltro della domanda alla banca o intermediario finanziario presso cui si è sottoscritto il contratto di finanziamento è conseguente alla compilazione di un apposito modulo ufficiale messo a disposizione degli utenti sul sito ufficiale istituzionale del Dipartimento del Tesoro e Consap SPA. Il modello in questone richiederà l’inserimento dei dati personali, delle cause per cui si richiede la sospensione del pagamento delle rate e la dichiarazione di non aver beneficiato di altre agevolazioni.

Ogni banca, dunque, deve garantire ai clienti la possibilità di avanzare la richiesta di sospensione del mutuo o di un prestito. Alcuni istituti di credito hanno già aderito all’iniziativa attivando, all’interno dei siti ufficiali, delle sezioni attraverso le quali è possibile inoltrare la richiesta telematicamente, in maniera molto semplice. Una di queste banche è Intesa Sanpaolo. L’emergenza Coronavirus potrà essere affrontata a distanza per i clienti intesa tramite un servizio di raccolta delle richieste di sospensione dei finanziamenti, mutui, prestiti personali via e-mail oppure per telefono. La banca ha stabilito la possibilità di una sospensione per 3 mesi con l’opportunità di prolungarla fino a 9 mesi in base alle esigenze personali.

Crédit Agricole  è un’altra banca aderente alla sospensione che ha già messo in atto tutte le misure necessarie per richiedere l’interruzione dei pagamenti per via telematica, in modo veloce e pratico. Accedendo al portale di riferimento, infatti, si potrà entrare nella sezione “Sospensione rate mutui”, scaricare il modulo di richiesta, compilarlo attentamente, firmarlo e allegare la fotocopia del documento di identità prima di inviarlo all’indirizzo e-mail della Direzione Regionale corrispondente alla propria filiale. Crédite Agricole consente di interrompere il pagamento delle rate per un massimo di 6 mesi a causa del Coronavirus ma offre la possibilità di una eventuale proroga in base alla durata dell’emergenza.

Il Gruppo Unicredit è un’altra banca che si è dimostrata immediatamente attenta alle necessità dei clienti e ha proceduto alla sospensione delle rate di mutui e prestiti per famiglie e imprese che vertono in situazioni di difficoltà. La sospensione ha un limite massimo di 12 mesi e prevede il proseguimento della corresponsione della quota di interessi con il rinvio del pagamento della quota capitale non appena l’emergenza sarà dichiarata finita. Unicredit, poi, ha validato la sospensione non solo per i mutui prima casa ma per tutti i mutui attivi qualora la richiesta parta da clienti in difficoltà economica a causa del Coronovirus.

Ricordiamo, infine, che a prescindere dalla banca di riferimento, la sospensione delle rate dei mutui e prestiti riguarda solo il pagamento della quota capitale del mutuo mentre gli interessi dovranno essere in ogni caso corrisposti. Inoltre la sospensione potrà essere richiesta per un massimo di due volte e un periodo complessivo di 18 mesi.

Conosciuti i dettagli, non rimane altro da fare che compilare il modulo di richiesta di sospensione del pagamento delle rate di mutui e prestiti e dimostrare di rientrare nei requisiti previsti dalla Legge per far fronte all’emergenza Coronavirus.