Investire in Ethereum, quotazione e mining: prezzo in Italia e quando conviene minare

Cresce la curiosità sulle cosiddette criptovalute: sempre più persone cercano informazioni su come investire in Ethereum e seguono con attenzione la quotazione di questa moneta virtuale; l’argomento merita di essere un po’ approfondito anche sul processo di mining: vediamo qual è il prezzo in Italia della criptovaluta, cerchiamo di capire quando conviene minare e quali sono gli strumenti di investimento a disposizione.

Cos’è l’Ethereum: come funziona e quanto vale la quotazione

Ormai tutti hanno sentito parlare almeno una volta della possibilità di guadagnare Bitcoin, diventati una realtà in grado di raggiungere quotazioni che solo fino a qualche tempo fa erano inimmaginabili, ma il mondo delle criptovalute è più ampio di quello che si crede: gli investitori più esperti lo sanno bene e tengono sotto controllo l’intero scenario, dal quale possono nascere ulteriori possibilità di guadagno. In questi ultimi mesi sta crescendo prepotentemente l’attenzione sull’Ethereum, che ormai in un momento in cui è sempre più consueto investire in criptovalute ha conquistato il titolo di seconda criptovaluta più famosa e diffusa al mondo, alle spalle del già citato Bitcoin. La quotazione attuale di questa valuta virtuale si aggira intorno ai 466 dollari: siamo ancora distanti dai livelli raggiunti dal Bitcoin (che oggi ha un prezzo di 11.785 dollari), ma basta pensare al fatto che all’inizio dell’anno valeva meno di 10 dollari per capire le sue potenzialità.

L’Ethereum è nato nel 2014; finora ne abbiamo parlato esclusivamente come moneta virtuale, ma in realtà si tratta di una piattaforma creata per la gestione dei contratti intelligenti (smart contracts). Questa gestione avviene attraverso un linguaggio di programmazione, scongiurando rischi come quelli di frode o inattività e rendendo di conseguenza le negoziazioni più sicure. Le varie applicazioni vengono effettuate sulla blockchain, un’infrastruttura “diffusa” (non risiede su un unico server) che opera in maniera del tutto automatica generando mercati e facendo muovere fondi e valori. La piattaforma è stata pensata come protocollo destinato agli scambi tra imprese, che in questo modo non necessitano di intermediari, ma può essere utilizzata per effettuare diverse operazioni finanziarie (tra cui il crowdfounding). L’unità di conto (in altri termini: la moneta) della piattaforma si chiama Ether e viene indicata sui listini con la sigla ETH.

Mining Ethereum: a chi conviene minare oggi?

Chi conosce i Bitcoin probabilmente ha già dimestichezza con il concetto di mining: lo ritroviamo anche parlando di Ethereum, visto che si tratta del sistema che viene utilizzato dalle monete virtuali per generare nuovo credito. Il mining consiste nel fornire potenza di computazione ed elaborazione alla rete della criptovaluta; per farlo bisogna avere la giusta attrezzatura: serve un computer con determinate caratteristiche (in questo caso deve essere dotato di almeno due schede video altamente performanti) e il software specializzato. Ovviamente l’attività di mining viene retribuita con piccole quantità di Ether, ma prima di iniziare a minare bisogna capire se questa operazione può essere conveniente o meno; il guadagno che si può ottenere dipende da diversi fattori: bisogna considerare quanti Ether si riesce a generare, la quotazione della moneta virtuale, il costo dell’energia elettrica consumata e quello sostenuto per dotarsi dell’attrezzatura necessaria.

Le schede video migliori per minare hanno dei costi abbastanza elevati (e vista l’alta richiesta il loro costo non sembra destinata a calare di molto nel breve periodo) e secondo alcuni esperti servirebbe almeno un anno di mining per ripagare l’investimento iniziale, ma questo è un dato che dipende molto dalla quotazione dell’Ethereum che, come abbiamo visto, è in costante e rapida ascesa. Bisogna poi considerare che le schede più utili nel mining non sono necessariamente quelle che offrono le migliori prestazioni nel campo del gaming, ma quelle che presentano il valore MH/s (ovvero Megahash al secondo) più alto. Bisogna poi considerare il consumo di elettricità legata all’utilizzo continuo di queste schede: ci sono dei siti ad hoc che consentono di fare queste valutazioni, ma giusto per avere un’idea dei parametri da valutare possiamo dire che una NVIDIA GTX 1070 comporta un costo energetico mensile di 29 euro e ha 28 MH/s e può essere più utile di una NVIDIA GTX 1080 che ha 27 MH/s e un costo mensile di 35 euro (naturalmente sono valori approssimativi).

Se ci si sta chiedendo se conviene minare bisogna quindi tenere a mente diversi fattori. È davvero difficile fare un calcolo di quali possono essere i ricavi per i miner: anche in questo caso sul web sono presenti risorse utili per ottenere una stima dei possibili introiti. Non bisogna poi dimenticare che il mining è un’attività competitiva: più miner ci sono e meno sarà il guadagno per ciascuno di essi. Considerando però l’andamento della quotazione della criptovaluta non è una cattiva idea farci un pensierino, anche se per ora l’attività di mining può essere maggiormente conveniente per chi ha già a disposizione delle schede video con un buon hashrate (o a chi può risparmiare sulla corrente elettrica perché, per esempio, è munito di pannelli fotovoltaici). La mining-mania sta coinvolgendo sempre più persone e questo ha avuto degli effetti anche sul mercato delle schede video: molto probabilmente in un prossimo futuro compariranno sulla scena delle schede video create appositamente per i miner.

Come investire in Ethereum in Italia

Molti vedono il mining come una soluzione per accumulare un po’ di valuta virtuale senza dover affrontare degli investimenti esagerati, una sorta di punto di partenza per poi passare alla mossa successiva, che è rappresentata dal trading. Ma è davvero possibile investire in Etehreum? La risposta è: assolutamente sì. Comprare Erethum online è possibile grazie ai siti di trading online sicuri e legali (una guida di approfondimento è disponibile su http://conselleriaiei.org/it/comprare-ethereum/ con tutte le informazioni per investire nel modo più redditizio e senza rischi). Come detto, l’Ethereum è un osservato speciale dei trader, che iniziano a preferirlo al Bitcoin perché hanno meno limiti nelle modalità di erogazione e tempi di transazioni più rapidi. Operare con questa moneta virtuale significa poter approfittare di una buona volatilità (anche le strategie intraday possono rivelarsi particolarmente interessanti), ma può essere vista come una buona soluzione per investimenti a lungo termine, date le sue ottime potenzialità, e come strumento per diversificare il proprio portafoglio.

Per investire in Ethereum non è necessario acquistare delle quantità di moneta virtuale: meglio optare per soluzioni di trading diverse come gli strumenti finanziari derivati. Chi acquista Ethereum può guadagnare solo se al momento della vendita il prezzo è più alto di quello di acquisto; come abbiamo detto, dando uno sguardo ai grafici e alle previsioni degli esperti, la quotazione della criptovaluta sembra destinata a salire ulteriormente, ma perché non sfruttare la volatilità per approfittare non solo del trend positivo, ma anche dei temporanei crolli di prezzo? Questo è possibile grazie a strumenti come le opzioni binarie e i contratti per differenza, meglio noti come CFD. Sfruttando soluzioni di questo tipo è possibile andare sia al rialzo che al ribasso, creandosi delle opportunità di guadagno sia quando il valore dell’Ethereum sale che quando la quotazione della moneta virtuale scende.

I CFD sono contratti finanziari che possono avere come sottostante praticamente qualsiasi asset; sono uno strumento abbastanza semplice da utilizzare e consentono di speculare al rialzo (se si pensa che il prezzo della valuta aumenterà) o al ribasso (se invece si pensa che possa scendere). Va sottolineato anche il fatto che le piattaforme di trading che permettono di operare con i CFD sono autorizzate e regolamentate, ma è importante anche ricordarsi che non tutti i broker mettono a disposizione dei loro clienti i contratti per differenza sull’Ethereum: tra le piattaforma più note che consentono di fare trading si questa criptovaluta ci sono Plus500, eToro e Markets.com. Ogni broker ha le sue caratteristiche, quindi il trader deve scegliere quello che offre delle soluzioni più in linea con le sue esigenze.

Le previsioni sul prezzo della criptovaluta Ethereum

Il 2017 è stato un anno molto importante per tutte le monete virtuali, ma chi intende investire in Ethereum in un’ottica di lungo periodo è più interessato a quello che potrà accadere nel futuro. Fare delle previsioni è sempre difficile, ma sono molti gli esperti convinti che entro il 2018 la quotazione della criptovaluta riuscirà a sfondare la soglia dei 1.000 dollari (cifra che comunque anche per i meno ottimisti verrà superata al massimo entro il 2020). Non ci sono dei dati rilevanti incontrovertibili, ma le stime si basano su tre punti principali:

  • Ad oggi circolano poco più di 20 milioni di monete Ethereum; nei prossimi due anni il numero aumenterà, ma i responsabili della piattaforma si sono impegnati a mantenere costante il numero delle monete circolanti e questo dovrebbe far salire la quotazione della valuta virtuale.
  • I contratti intelligenti possono essere eseguiti anche tramite applicazioni decentralizzate: un esempio di DAPP è quella creata da grandi multinazionali come JP Morgan e Microsoft; la presenza di più applicazioni comporta un aumento delle transazioni, con effetto rialzista sul prezzo dell’ETH.
  • Come già accade per il Bitcoin, l’Ethereum pare destinato ad essere utilizzato come valuta digitale.