Contributi IVS INPS 2019: cosa sono, come leggerli in busta paga, prescrizione, come si calcolano

L’acronimo IVS (invalidità, vecchiaia e superstiti) viene utilizzato per indicare uno specifico contributo che deve essere obbligatoriamente versato nelle diverse gestioni previdenziali con riferimento all’INPS. Parliamo di gestioni quali artigiani e commercianti, gestione separata o Fpld per i lavoratori subordinati, di cui si sente discutere sempre più approfonditamente con l’avvicendarsi delle varie riforme del sistema previdenziale. L’obiettivo del contributo IVS è quello di garantire una tutela assicurativa in caso di invalidità, vecchiaia oppure per la morte del lavoratore. Corrispondendo una somma all’Inps mediante il pagamento del contributo, l’ente sarà in grado di garantire e tutelare il lavoratore, dipendente o autonomo, contro una eventuale interruzione dell’attività lavorativa per motivazioni legate ad una invalidità oppure all’anzianità mentre la tutela, in caso di morte del lavoratore, riguarderà i superstiti. Compresi gli obiettivi del contributo, capiamo meglio cos’è, come leggerlo in busta paga, qual è il termine prescrizionale e come si calcolano tali contributi per invalidità, vecchiaia e superstiti.

Cosa sono e come leggere in busta paga e Contributi IVS INPS

Per capire meglio cosa sono i contributi IVS previsti dall’Inps iniziamo identificando i soggetti per i quali vengono applicati tali contributi. Sono inclusi i lavoratori dipendenti del settore privato, gli apprendisti iscritti all’Ago, i collaboratori e figure assimilate, i professionisti con Partita Iva, gli artigiani e gli esercenti attività commerciali, i lavoratori dello spettacolo e gli sportivi professionisti iscritti alla gestione Ex- Enpals, i giornalisti iscritti all’Istituto Nazionale di previdenza dei giornalisti italiani, i mezzadri, i coloni e i coltivatori diretti. Non sono inclusi nella lista i lavoratori degli Enti Pubblici. Per quanto riguarda il pagamento dei contributi ci sono due modalità differenti. Per i lavoratori dipendenti la quota viene direttamente trattenuta in busta paga dal datore di lavoro mentre per i lavoratori autonomi la quota deve essere versata mediante compilazione del modello F24 entro determinati termini temporali.

I contributi IVS, dunque, corrispondono ad una somma che deve essere necessariamente versata dai soggetti citati all’INPS o alle Gestioni Separate come assicurazione pensionistica contro l’invalidità, la vecchiaia e, in caso di morte del lavoratore, come tutela per i superstiti. La somma viene detratta dalla busta paga o versata entro determinate scadenze dai lavoratori autonomi e, come vedremo nel prossimo paragrafo, varia in base alla categoria lavorativa di appartenenza. Prima di procedere al calcolo dei contributi, cercheremo di capire come leggere la busta paga per trovare i contributi versati per Invalidità, vecchiaia e superstiti. La busta paga è un documento di difficile lettura se non si conosce il significato delle sezioni e delle voci riportate. Tre sono le parti che la compongono e molte le voci di riferimento, la retribuzione netta e lorda, la contingenza, le detrazioni per coniuge e figli, il conguaglio. Tra queste voci c’è, poi, il contributo IVS che si trova all’interno della seconda parte del documento come voce retributiva. Nella colonna “Trattenute”, i dipendenti privati potranno conoscere l’ammontare del contributo che finanzierà il fondo assicurativo per la pensione di vecchiaia, l’invalidità o per  la tutela dei superstiti in caso di decesso del lavoratore. La somma varia di mese in mese e in base all’occupazione svolta.

In busta paga, dunque, i dipendenti privati potranno trovare la voce contributo IVS accanto alle voci DS trattenuta contro la disoccupazione (entrata in vigore nel 2014), la Cassa Unica Assegni Familiari, la Cassa Integrazione Guadagni Straordinari e Mobilità, Malattia e Maternità.

Vediamo come si procede al calcolo che consentirà la determinazione dei contributi e l’ammontare economico.

Come si calcolano i contributi IVS

Procedere con il calcolo dei contributi Invalidità, vecchiaia e superstiti significa tenere conto di diverse variabili. Nel conteggio sono infatti considerate, tra i tanti fattori, la categoria di appartenenza del lavoratore, il reddito prodotto, l’aliquota contributiva, la fascia di retribuzione minima e massima. Le aliquote, nello specifico, vengono determinate annualmente dall’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale attraverso l’emanazione di specifiche circolari. In generale, i lavoratori subordinati sono soggetti ad una aliquota di circa il 33% di cui il 9,19% è  a carico del lavoratore. Il calcolo farà riferimento al minimale giornaliero calcolato dall’Inps ogni anno che nel 2019 è stato fissato a 48,74 euro. I dipendenti con aliquota a proprio carico inferiore al 10% dovranno versare un contributo aggiuntivo dell’1% e ciò avviene se si supera la prima fascia di reddito, ossia se la retribuzione annua supera i 47.143,00 euro (3.928,58 euro al mese).

Per quanto riguarda i lavoratori autonomi il calcolo si presenta più complicato dato che si diversifica in base all’ambito di inquadramento dei soggetti. In un quadro generale, possiamo indicare che i liberi professionisti che non hanno stipulato nessun’altra assicurazione di forma pensionistica devono versare un contributo pari al 25,72%, i liberi professionisti titolari di una pensione o con tutela pensionistica obbligatoria devono corrispondere un contributo pari al 24% per l’anno in corso, i collaboratori e figure assimilate senza altre forme pensionistiche hanno l’obbligo del versamento del contributo con aliquota del 34,23% se è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL e del 33,72% in caso non sia prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL mentre i collaboratori e figure assimilate titolari di pensione o con altre forme di tutela pensionistica obbligatoria dovranno effettuare un versamento pari al 24% per l’anno 2019. E’ necessario specificare come, per il pagamento del contributo IVS per i soggetti collaboratori e figure associate, occorra considerare come l’onere sia distribuito tra collaboratore (un terzo) e committente (due terzi). I liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata dell’INPS, invece, avranno a carico l’intero onere ma potranno applicare in fattura la rivalsa del 4%.

Per quanto riguarda il calcolo dei contributi IVS di artigiani e commercianti iscritti alla gestione speciale dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale l’aliquota da considerare sarà del 24% mentre i coadiuvanti o coadiutori di età inferiore a 21 verseranno un’aliquota del 21%. I soggetti citati hanno due differenti tipologie di contributi IVS, fissi e variabili. I primi dovranno essere versati trimestralmente, i secondi in base alle scadenze previste per le imposte. I contributi fissi vengono calcolati in base all’imponibile minimo INPS che per l’anno 2019 è di 15.878,00 euro. Per poter effettuare il calcolo dei contributi Invalidità, vecchiaia e superstiti eccedenti il minimale si potrà far riferimento al servizio dedicato online accedendo al portale dell’ente www.inps.it. 

E’ utile sapere, poi, che i contributi Invalidità, Vecchiaia, Superstiti per i coltivatori diretti, i mezzadri, i coloni e imprenditori agricoli professionali che andranno destinati alla gestione pensionistica dipendono da tre fattori principali. Parliamo dell’ubicazione geografica in cui ha sede l’impresa (per esempio la presenza dell’azienda in zone di montagna o svantaggiate farà diminuire il contributo), la fascia di reddito agrario entro cui si trova l’impresa (prima fascia fino a 232,40 euro, seconda fascia fino a 1.032,91 euro, terza fascia fino a 2.324,05 e quarta fascia per ogni altro reddito), e l’età del contribuente (maggiore o minore di 21 anni). Il calcolo si effettua moltiplicando il reddito medio convenzionale, che viene fissato annualmente da un Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a seconda della retribuzione media giornaliera degli operai agricoli, per il numero di giornate in relazione alla fascia reddituale di inserimento. Infine, occorrerà applicare al risultato l’aliquota percentuale prevista per l’anno in corso.

Contributi IVS e prescrizione: qual è la tempistica?

I contributi IVS sono una forma di contribuzione previdenziale obbligatoria rivolta a lavoratori dipendenti privati e a lavoratori autonomi. Essendo un diritto, il contributo in questione è sottoposto all’articolo 2934 del Codice Civile che sancisce come ogni diritto possa estinguersi per prescrizione nel caso in cui il titolare non lo eserciti per un tempo stabilito. Nello specifico la prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui il diritto in questione può essere fatto valere. La prescrizione per i contributi previdenziali e di assistenza sociale obbligatoria, secondo quanto stabilito dall’articolo 3 comma 9 della Legge 335/1995, è quinquennale.

Ciò significa che nel caso in cui non ci sia stata alcuna ragione di natura giuridica per la quale l’INPS non abbia potuto ottenere i dati necessari per effettuare gli accertamenti necessari e limitatamente all’insufficiente (o omesso) versamento dei contributi IVS da parte dei liberi professionisti, artigiani, commercianti, lavoratori autonomi, il termine della prescrizione che abbiamo detto essere quinquennale decorre a partire dal giorno in cui i contributi IVS dovevano essere versati secondo quanto stabilito dalla normativa vigente e, di conseguenza, dall’ultimo giorno in cui si sarebbe dovuto procedere con il versamento del saldo in base all’importo stabilito con l’apposito calcolo facendo affidamento alla dichiarazione dei redditi dell’anno di riferimento.

In riferimento al pagamento dei contributi Invalidità, Vecchiaia e Superstiti, per l’anno in corso le scadenze prefissate per il versamento dei contributi IVS sono state fissate al 16 maggio 2019, il 20 agosto 2019, il 18 novembre 2019 e il 17 febbraio 2020. Il pagamento dovrà avvenire attraverso la compilazione del modello F24.

Dal nostro articolo si evince come il contributo IVS sia soggetto a variazioni, modifiche e continui aggiornamenti dato che la misura è strettamente legata alle Circolari che annualmente l’INPS emette in seguito alle quali vengono stabilite le aliquote di riferimento. Questo significa che l’attenzione, soprattutto da parte dei lavoratori autonomi chiamati a versare individualmente il contributo, dovrà essere alta per procedere con il corretto calcolo del versamento da corrispondere. In caso di difficoltà si potrà consultare il portale dell’INPS per accedere alle informazioni sul servizio oppure si potrà fare affidamento alla competenza di un commercialista.