Concorso scuola non abilitati 2020: regolamento, ricorso e ultime notizie

Vi aggiorneremo sulle ultime notizie relative al concorso scuola per insegnanti non abilitati, su ciò che stabilisce il regolamento e sulle conseguenze dell’approvazione dei decreti attuativi stabiliti dalla Buona Scuola di Renzi.

Dal 2020 cambieranno le regole riguardanti l’abilitazione all’insegnamento e questo passo permetterà anche ai precari e ai laureati di accedere al concorso per avvicinarsi alla professione di insegnanti. Un nuovo percorso che prevede requisiti di accesso diversi rispetto al passato e una formazione differente.

Come cambia l’accesso al concorso scuola 2020 per i non abilitati, ultime notizie

Una volta raggiunto l’obiettivo della Laurea, per i neolaureati che abbiano raggiunto almeno 24 crediti formativi riguardanti le “discipline antropo-psico-pedagogiche e le metodologie e tecnologie didattiche”, si aprirà nel 2020 la possibilità di partecipare ad un primo concorso pubblico. La vittoria permetterà loro di iniziare il nuovo percorso formativo ideato dai decreti della Buona Scuola.

Si tratta di un iniziale sistema di formazione della durata di tre anni che i laureati devono obbligatoriamente seguire per poter insegnare nella scuola secondaria di primo e secondo grado. La prima tappa del percorso prevede il raggiungimento di una abilitazione per accedere alla seconda fascia di inserimento nelle graduatorie di istituto per iniziare le supplenze. L’obiettivo si potrà perseguire attraverso un tirocinio formativo attivo, denominato Fit. Successivi concorsi permetteranno, poi, di arrivare al ruolo.

Il neolaureato accederà alla formazione dei tre anni, come già detto, solo se supererà un concorso. Il primo anno, poi, consentirà il raggiungimento di un diploma e una paga base di circa 660 euro lordi al mese, cifra che andrà incrementandosi salendo di livello. Gli ultimi due anni prevedono incarichi nella scuola e, alla fine del tirocinio, il laureato potrà stipulare un contratto a tempo indeterminato.

Un discorso diverso va fatto per i non abilitati con alle spalle almeno tre anni di servizio. Saranno riservate loro delle prove concorsuali, una scritta e una orale. Chi le vincerà, potrà iniziare il nuovo sistema di formazione con l’esonero dalle attività del secondo anno e con l’acquisizione di tutti i crediti relativi al secondo e terzo anno. A partire dal 2020, verranno indetti bandi e concorsi ogni due anni dal Ministero dell’Istruzione anziché ogni 36 mesi, come inizialmente previsto dal decreto Buona Scuola di Renzi. La finalità è uno “svecchiamento” dei docenti della scuola italiana.

News sui decreti dopo il ricorso degli insegnanti non abilitati

Un anno fa sono stati pubblicati tre bandi di concorso scuola, per la scuola primaria e dell’infanzia, per la scuola secondaria di primo e secondo grado e per il sostegno, aperti solo ai docenti abilitati. In seguito, tanti laureati e non abilitati hanno inoltrato migliaia di ricorsi ai giudici. I ricorrenti hanno avuto la meglio e hanno ottenuto la possibilità di partecipare alle prove scritte suppletive che si sono svolte lo scorso aprile 2020.

Sono state circa 7mila le prove extra che hanno visto impegnati i tanti aspiranti docenti che non avevano potuto partecipare al concorso scuola dell’anno scorso. Il ricorso ha portato una nuova possibilità di vedere realizzata l’assunzione all’interno della scuola pubblica. Hanno approfittato dell’ordinanza cautelare quasi in 5 mila candidati, molti dei quali provenienti dalla Campania, regione che ha presentato il maggior numero di ricorsi. Le prove suppletive si sono diversificate per materia e ogni non abilitato ha potuto presentare più ricorsi per sostenere più test.

Aver partecipato al nuovo concorso non determina, però, nessuna conseguenza certa. I ricorrenti, ammessi con riserva, che risulteranno vincitori del concorso cosa otterranno? Una sentenza definitiva che rappresenti una posizione ufficiale del Tar e del Consiglio di Stato per ora non si scorge all’orizzonte. L’attuale strategia sembra essere quella di temporeggiare, aspettare le lunghe tempistiche concernenti la stipula delle graduatorie sperando che si riesca a decidere come impiegare i ricorrenti vincitori. Inserimenti a coda o a pettine, che non intacchino chi in graduatoria già è presente. Probabilmente, ci saranno anche dei bocciati così come c’è il rischio di nuovi test in arrivo sia per creare nuove graduatorie sia per far partecipare al bando chi ancora continua a fare ricorso ottenendo ordinanze cautelari.

Concorsi continui senza definizione precisa aiuteranno la Buona Scuola a sistemare le problematiche della scuola italiana?