Codice Tributo 4001: cos’è e a cosa si riferisce nella sezione erario dell’F24, info compensazione

Siamo pronti per approfondire il significato del codice tributo 4001 per capire il riferimento del suddetto all’interno della sezione erario del modello F24. Come previsto dallo Stato italiano, tutti gli utenti che percepiscono un reddito hanno il dovere di supportare la gestione dello Stato attraverso il pagamento di un contributo, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, la cui percentuale dipende dal lavoro effettuato. L’IRPEF, dunque, è un’imposta che devono corrispondere i lavoratori dipendenti non appartenenti ad enti pubblici, i lavoratori autonomi e coloro che hanno un reddito aggiuntivo. La quota che ognuno pagherà è suddivisa in fasce che dipendono dal reddito prodotto. Il codice tributo di nostro interesse oggi corrisponde, nello specifico, proprio al saldo Irpef.

Cos’è il codice tributo 4001 e a cosa si riferisce

Il codice tributo 4001 è strettamente connesso all’Imposta sul reddito delle persone fisiche è deve essere corrisposto da ogni tipologia di lavoratori. Dipendenti, liberi professionisti come medici, avvocati, notai, psicologi e programmatori, lavoratori autonomi, titolari di ditte individuali, tutti pagano il tributo appartenente alle imposte dirette, che influisce direttamente sul reddito prodotto dal singolo utente. Le modalità di pagamento sono, però, differenti.

Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, è il datore di lavoro a prelevare l’IRPEF direttamente dalla busta paga del lavoratore per versare la quota spettante al fisco. Il dipendente, dunque, ha il vantaggio di non occuparsi personalmente del pagamento dell’imposta evitando di dover affrontare il calcolo e il versamento. Discorso diverso per i lavoratori autonomi, gli imprenditori e i liberi professionisti. Queste figure professionali devono procedere con l’autoliquidazione, calcolando la quota da versare e procedendo con il versamento all’Agenzia delle Entrate. Il calcolo deve tener conto di tre scadenze. Il saldo dovrà essere versato entro il 30 giugno dell’anno in corso (per esempio entro il 30 giugno 2019 occorrerà pagare l’IRPEF relativa al 2019). In caso di ritardo non superiore ai 30 giorni successivi alla data citata, si potrà corrispondere ugualmente l’imposta con una maggiorazione dello 0,40%. La prima rata di acconto, invece, dovrà essere pagata entro il 30 giugno, insieme al saldo dell’anno precedente e viene identificata come l’acconto per l’anno seguente. Infine, la seconda rata di acconto andrà pagata entro il 30 novembre.

Procedere con il calcolo dell’imposta da versare tramite codice tributo 4001 prevede l’utilizzo di un metodo tra quello storico e quello previsionale. Il metodo storico corrisponde al calcolo più semplice da effettuare. L’importo da pagare per l’imposta è la cifra presente nel rigo RN33 della Dichiarazione dei Redditi. Qualora la cifra stessa sia inferiore a 51,65 euro, il lavoratore non dovrà procedere con il pagamento dell’acconto. Il secondo metodo, denominato previsionale, aiuterà il lavoratore a calcolare l’ammontare del reddito dell’anno in corso per poi capire quanto dovrà versare di imposta.

Solamente dopo aver calcolato l’importo dell’imposta, si potrà procedere con il versamento. Naturalmente, ci riferiamo ai liberi professionisti e agli imprenditori, per i motivi spiegati in precedenza. Il versamento potrà essere effettuato entro il 30 novembre in una unica soluzione se l’acconto da corrispondere risulta inferiore a 257,52 euro oppure in due rate se l’importo risulterà pari o maggiore di 257,52 euro. In questo caso, occorrerà considerare le scadenza prima accennate, 30 giugno (pagando il 40% dell’importo dovuto) e 30 novembre (corrispondendo il 60% dell’importo dovuto).

Per chiarire ulteriormente qualsiasi dubbio, procediamo con un esempio. Poniamo il caso che la cifra presente nel rigo RN33 della Dichiarazione dei Redditi sia di 1.200 euro. La prima rata di acconto da pagare entro il 30 giugno dovrà essere di 480,00 euro (1.200/100 * 40) mentre l’importo della seconda rata sarà di 720,00 euro (1.200 – 480). L’utente non dovrebbe corrispondere alcun acconto nel momento in cui nel rigo RN33 la cifra indicata sia, per esempio, di 46,00 euro in quanto inferiore a 51,65 euro.

Calcolare l’importo degli acconti risulta, dunque, semplice. Per quanto riguarda il saldo dell’IRPEF, si calcola l’anno successivo in base all’acconto già corrisposto e al reddito che il lavoratore ha effettivamente percepito. Anche il saldo potrà essere pagato in un’unica soluzione oppure tramite il versamento di rate mediante modello F24 e indicando il codice tributo 4001. La sezione dell’erario da considerare per indicare il saldo Irpef e le eventuali rate è quella denominata “Imposte dirette – IVA – Ritenute alla Fonte Altri tributi ed Interessi”. Nel rigo corrispondente al codice tributo occorrerà inserire 4001. Nel rigo “rateazione/regione/prov/ mese rif” occorrerà inserire il numero della rata che si sta pagando. Ad esempio, avendo scelto di corrispondere un saldo IRPEF di 500,00 euro attraverso il pagamento di 5 rate, l’utente dovrà inserire nel rigo il numero 0105 per corrispondere la prima rata, 0205 per il pagamento della seconda rata, 0305 per la terza rata e così via. Il rigo seguente da compilare prevede l’inserimento dell’anno di riferimento per cui si sta pagando l’imposta mentre nel rigo “importi a debito versati” occorrerà inserire l’importo dovuto (nel nostro esempio 500,00 euro).

E’ utile sapere, poi, che il codice tributo 4001 può essere utilizzato non solo per il pagamento degli importi a debito ma anche per quelli a credito, compensando la cifra a credito per pagare altre imposte per cui è prevista la compilazione del modello F24. In questo caso l’importo dovrà essere inserito nel rigo corrispondente agli “importi a credito compensati”. La compensazione relativa al modello F24 presenta regole e limiti nel pagamento. Approfondiamo la questione per non incorrere in errori di compilazione.

Compensazione modello F24 codice tributo 4001

La compensazione è una modalità di estensione delle obbligazioni che consiste nella possibilità di usufruire di una posizione creditoria tale da compensare una situazione debitoria. La compensazione fiscale si divide in verticale ed orizzontale. Nel primo caso il credito fiscale viene utilizzato per compensare un debito di eguale natura (Iva con Iva, Irpef con Irpef), nel secondo caso il credito si utilizza per compensare un debito di differente natura. In ogni caso, l’utente dovrà compilare il modello F24 per procedere con la compensazione.

L’uso del modello F24 per compensare crediti fiscali è sottoposto a regole e limitazioni. Innanzitutto, l’importo massimo della compensazione minima è nel 2019 di 5.000 euro e non più di 15 mila euro. Ciò significa che per compensazioni IVA superiori a 5 mila euro occorrerà utilizzare il visto di conformità. Il visto dovrà essere apposto sulla dichiarazione da cui si evince la presenza di compensazione in modo tale da utilizzare in compensazione il credito IVA annuale per importi superiori a 5 mila euro.

Inoltre, è stato introdotto l’obbligo di invio telematico del modello F24 contenente compensazioni con credito derivanti da una qualsiasi imposta sui redditi o addizionale. I portali di riferimento sono Entratel e Fiscoonline, i canali dell’Agenzia delle Entrate. Anche per i cittadini senza partita Iva sussiste l’obbligo di pagare il modello F24 qualora presenti saldo positivo e compensazioni di ogni tipologia oppure un saldo zero.

Ribadiamo che l’obbligo di invio telematico dell’F24 è per qualsiasi importo oggetto di compensazione, che sia IRPEF, IVA, IRAP… E’ consigliabile, dunque, richiedere immediatamente il pin che autorizza l’accesso ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. La scelta per chi ha la necessità di riferire la presenza di una compensazione al Fisco, dunque, è tra compilare da solo online il modello F24 come abbiamo precedentemente spiegato utilizzando Fisconline, oppure richiedere ad un intermediario finanziario abilitato di utilizzare Entratel per inviare il modello.

Il codice tributo 4001 può essere utilizzato per ottemperare la compensazione sia per credito che per debito, in un’unica soluzione o a rate. In generale, poi, qualora si dimenticasse di pagare il tributo IRPEF, ricordiamo che l’utente può avvalersi del ravvedimento operoso pagando, anche se in ritardo, l’importo dovuto. Verranno applicate, però, una ridotta percentuale di sanzione e di interessi ma il pagamento potrà avvenire sempre tramite modello F24. Varieranno i codici tributo da inserire nella sezione dell’erario. Sarà il codice 4033 ad indicare l’acconto per la prima rata, il codice tributo 4034 a designare il pagamento della seconda rata oppure della rata unica e il codice 4001 resterà per indicare il saldo IRPEF. Infine, il codice 1989 indicherà gli interessi sul ravvedimento e l’8901 la sanzione pecuniaria applicata.

Sono stati forniti tutti gli elementi principali per il pagamento del saldo dell’IRPEF con codice tributo 4001. Non vi resta altro da fare che preparare il modello F4, completare l’apposita sezione dell’erario, e recapitarlo all’Agenzia delle Entrate (esclusivamente in via telematica qualora siano presenti compensazioni a credito).