Codice Tributo 1631: cos’è, a cosa si riferisce, registrazione contabile e compensazione

Cos’è il Codice Tributo 1631? A cosa si riferisce? Per poter versare contributi, tributi e premi, tutti i contribuenti titolari o meno di partita IVA dovranno procedere con la compilazione del modello F24.  Per compilare correttamente tale modello occorre conoscere i quadri di riferimento e i codici tributi da inserire all’interno del modulo. Ecco perché, oggi, approfondiremo l’importanza del codice 1631 e scopriremo a quale scopo utilizzarlo.

Il modello F24 è definito “unificato” in quanto consente di pagare tutte le somme dovute con un’unica operazione, compensando il versamento con eventuali crediti, se presenti. Procedendo con la compilazione dell’F24, in questo caso con il codice tributo 1631, il contribuente ha la possibilità di pagare imposte sui redditi, ritenute sui redditi da lavoro, l’IVA, l’addizionale regionale e comunale all’Irpef, i diritti camerali, Imu, Tares e Tasi, i canoni di locazione Inpdad e tanti altri tributi e contributi. E’ possibile, poi, procedere con la compensazione dei crediti che spettano al contribuente recuperando tali crediti elaborati in periodi precedenti con debiti della stessa imposta (compensazione verticale) oppure compensare debiti e crediti verso diversi enti impositori (compensazione orizzontale). Il codice tributo 1631 rientra proprio tra i codici utilizzabili per la compensazione. Capiremo meglio di cosa si tratta approfondendo l’utilizzo del codice in questione.

Codice tributo 1631 per la compensazione: a cosa si riferisce?

La compensazione nel modello F24 prevede l’utilizzo da parte dei contribuenti di crediti tributari derivanti da imposte sui redditi, sulle addizionali, sulle ritenute alla fonte, sull’imposta sostitutiva del reddito, sull’Irap e sui crediti d’imposta presenti nel quadro RU della dichiarazione dei redditi. La compensazione delle imposte avviene attraverso l’utilizzo di Codici Tributi, codici specifici da utilizzare per versare imposte, tasse, contributi e tributi che variano a seconda dell’operazione da effettuare. Per questo motivo il corretto inserimento del codice è fondamentale per compilare adeguatamente il modello F24. Collegato ad esso ci sono differenti causali di versamento e il numero di codici che il Ministero delle Finanze elabora è veramente elevato. Tra i codici tributi più utilizzati troviamo il codice 1631. A cosa si riferisce?

Il codice tributo 1631 indica le somme a titolo di imposte erariali rimborsate dal sostituto d’imposta in seguito ad assistenza fiscale. Il codice deve essere utilizzato esclusivamente per indicare un importo a credito che si deve compensare o un importo a credito per ravvedimento operoso. Possono essere compensate le eccedenze di versamento delle ritenute e delle imposte  sostitutive, le somme restituite nel momento del conguaglio di fine anno o per la cessazione dell’attività lavorativa ma attraverso codici differenti. Con il codice 1631, nello specifico, si indicano gli importi a credito compensati dai datori di lavoro e sostituti di imposta ai soggetti cui prestano assistenza fiscale facendo riferimento a prospetti specifici di liquidazione della dichiarazione dei redditi (modello 730). Per le compensazioni orizzontali dei crediti di imposta occorre considerare un limite massimo di compensazione pari a 5 mila euro annui. Superando tale cifra sarà necessaria l’apposizione del visto di conformità. In precedenza il limite era di 15 mila euro ma è stato abbassato fino a 5 mila euro. Al di sopra di tale cifra, come detto, occorrerà far applicare da un commercialista, un esperto contabile o un iscritto all’elenco dei revisori Legali dei conti un visto di conformità all’interno della dichiarazione fiscale su cui sarà indicato il credito da compensare. Per quanto riguarda le somme indicate con il codice tributo 1631 non concorreranno alla determinazione del tetto massimo di 700 mila euro annui fissato per le compensazioni dall’articolo 34, comma 1, della Legge 388/2000.

Il codice Tributo 1631 dovrà essere inserito all’interno del modello F24 nella sezione dell‘Erario dedicata alle imposte dirette, all’IVA, alla ritenute alla fonte e al pagamento di altri tributi.  In corrispondenza della prima colonna occorrerà specificare in numero del codice, 1631, mentre la seconda colonna (riconoscibile per la dicitura rateazione-Regione. Provincia-mese di riferimento) andrà lasciata in bianco. All’interno della terza colonna, invece, il contribuente dovrà riportare l’anno di riferimento ossia l’anno di imposta a cui si riferiscono le somme rimborsate. Rimarrà in bianco anche la colonna che riguarda le imposte a debito versate mentre la colonna successiva dovrà essere riempita specificando gli importi a credito compensati. Come per ogni compilazione del modello F24, poi, la riga del totale dovrà indicare gli importi complessivi deducendoli dalle colonne degli importi a debito presenti nella sezione dell’Erario e degli importi a credito indicati nella stessa sezione. La differenza tra tali importi, invece, andrà indicata nella casella Saldo. Le zone riservate al codice atto e al codice ufficio non dovranno venire compilate dal contribuente.

La compilazione del modello F24 con inserimento del codice tributo 1631 dedicato alla compensazione delle somme a titolo di imposte erariali dovrà avvenire per via telematica per i contribuenti titolari di partita IVA utilizzando i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Il portale di riferimento è www.agenziaentrate.gov.it. Occorrerà registrarsi per procedere con l’operazione di proprio interesse tramite il servizio denominato F24Web oppure si potrà scaricare il software messo a disposizione della stessa Agenzia per compilare ed inviare il modello F24. F24Web è un servizio totalmente gratuito e sicuro, i dati si muovono cifrati e solo l’Agenzia delle Entrate li può leggere.

I contribuenti non titolari di partita IVA, invece, possono inviare il modulo F24 ed ottenere la compensazione tramite codice tributo 1631 semplicemente recandosi presso uno sportello degli Agenti di riscossione, una banca o un ufficio postale. Naturalmente, è consentito anche l’utilizzo della modalità telematica con i servizi dell’Agenzia o di intermediari autorizzati.

Cos’è la registrazione contabile del codice tributo 1631

E’ ormai chiaro come i crediti che derivano dalla dichiarazione fiscale possano essere utilizzati in compensazione di debiti fiscale contributivi. Tale possibilità è in mano al contribuenti a partire dal giorno successivo alla data in cui risulta terminato il periodo di imposta di riferimento della dichiarazione da cui sono determinati i crediti da compensare. Se, per esempio, l’attività svolta dal contribuente coincide con l’anno solare, i crediti potranno venire compensati a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello a cui si riferiscono, ricordando il limite massimo di 5 mila euro (credito Iva annuale) utilizzato in compensazione solamente a partire dal sedicesimo mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione. Superando i 5 mila euro occorrerà attendere 10 giorni per avanzare ogni altra compensazione orizzontale. Per attività svolte nel 2018, quindi, dal 1° gennaio 2019 i contribuenti hanno potuto iniziare a richiedere le compensazioni con codice tributo 1631.

Così come ogni credito ha un anno di imposta di riferimento, esiste un termine ultimo per utilizzare la compensazione con codice tributo 1631. Superando tale limite, però, il credito non verrà perso ma occorrerà ricordare di inserirlo nella successiva dichiarazione con un differente identificativo temporale (aggiungendo l’anno in più). Queste informazioni sono relative alla registrazione contabile dei codici tributi. Si tratta dello strumento con cui vengono rilevati i fatti amministrativi e gestionali che viene utilizzato anche per la compensazione dei tributi.

Da questo punto di vista occorre, dunque, specificare nuovamente come al di sopra dell’importo di 5 mila euro per crediti di imposta sia necessario applicare il visto di conformità e sottolineare che tale esigenza si rende necessaria solamente per le compensazioni di tipo orizzontale. Il saldo finale nella compilazione del 730 potrebbe anche risultare pari a zero. In tal caso, il contribuente dovrebbe lo stesso procedere con la registrazione contabile e con la compilazione del modello F24 esclusivamente per via telematica.

Nel caso in cui l’Agenzia delle Entrate rilevasse la non corretta compilazione del modello ed il cattivo utilizzo del credito, potrebbe scartare il modello inviando al contribuente una ricevuta e la motivazione dello scarto. I pagamenti e le compensazioni incluse nel modello F24 scartato saranno considerati come non eseguiti mentre non ricevendo la ricevuta si potrà essere certi della conclusione dell’operazione nella data che verrà indicata nel file telematico inviato sia con saldo a zero che con saldo positivo (con compensazione parziale). L’Agenzia delle Entrate procederà con il rimborso addebitando la somma sul conto corrente indicato dal soggetto contribuente sul file.

Il blocco dei modelli F24 con compensazioni (tra cui quelli con codice 1631) sono determinate da una valutazione di rischio che crea non poche polemiche. I profili di criticità (identificati come troppo generici) stabiliscono criteri di tipologia di debiti pagati, tipologia di crediti compensati, coerenza dei dati indicati all’interno del modello F24, controllo dei dati presenti nell’Anagrafe Tributaria o messi a disposizione di enti pubblici, compensazioni analoghe effettuate in precedenza dai contribuenti e pagamento di debiti iscritti a ruolo. La generalità di questi criteri porta ogni soggetto ad essere considerato a rischio. Inoltre, la procedura non fissa limiti di discrezionalità per l’Agenzia delle Entrate creando malcontento tra i contribuenti.

Il codice 1631 non è l’unico codice a disposizione dei datori di lavoro per le compensazioni nei modelli F24 dei rimborsi ai dipendenti. Troviamo, infatti, il codice 3796 per le somme a titolo addizionale regionale all’Irpef e il codice 3797 per le somme a titolo addizionale comunale all’Irpef. Il contribuente dovrà prestare molta attenzione nel momento in cui procederà con la compilazione del modello F24 ad inserire il codice corretto per le proprie finalità di compensazione e non rischiare di dar un motivo ulteriore per far scartare il modello dall’Agenzia delle Entrate.