Buoni Fruttiferi Postali 2017, tipologie e rendimenti: convengono?

Rendimenti dei Buoni Fruttiferi Postali 2017 (BFP) e le tipologie disponibili, per capire se convengono o meno. Tra i vari prodotti finanziari proposti da Poste Italiane,  quelli che rientrano nella categoria del Risparmio Postale hanno tradizionalmente riscosso un discreto successo tra i risparmiatori italiani, che hanno scelti negli anni passati questa tipologia di rendita per ottenere dei profitti interessanti. Analizziamo qui una soluzione di investimento che ricade in questa tipologia, i Buoni Fruttiferi Postali (BFP), valutandone la convenienza e le prospettive di guadagno.

Buoni Fruttiferi Postali: la storia di rendimenti e tassi di interesse

Nell’estate del 2015, una signora di Vicenza sfogliava un vecchio album di famiglia ritrovato per caso in soffitta, scoprendo al suo interno dei certificati ingialliti dal tempo: si trattava di due Buoni Fruttiferi Postali, ciascuno dal valore di un milione di vecchie lire, sottoscritti nel lontano 1975. Si può ben capire la piacevole sorpresa della donna quando ha calcolato l’attuale rendimento dell’investimento: 35 mila euro.

In effetti non bisogna stupirsi, visto che nella metà degli anni ’70 il tasso d’interesse lordo annuo di questi prodotti si avvicinava al 10%. Ma anche chi possiede dei BFP sottoscritti all’inizio del nuovo millennio e lasciati maturare nel corso dell’ultimo decennio potrà incassare delle rendite più che soddisfacenti riscuotendoli ora. Ben diverse invece, come vedremo qui di seguito, sono le prospettive di guadagno futuro per chi decide di investire in questo momento.

Buoni Fruttiferi Postali BFP 2017: le diverse tipologie

I BFP sono una forma di risparmio garantita dallo Stato (il capitale investito non è soggetto a rischi di perdita, se non quelli di una diminuzione del valore a causa dell’inflazione) e sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti. È possibile sottoscriverli presso tutti gli uffici postali nel territorio nazionale senza costi di commissione e a canone zero.

La loro popolarità è quindi legata al fatto di essere non solo garantiti, ma di assicurare una resa costante nel tempo, di essere dotati di una discreta flessibilità (possono essere riscossi in qualsiasi momento, maggiorati degli interessi accumulati) e di essere tassati solo al 12,50%. Sono quindi rivolti ai risparmiatori che non intendono essere attivamente coinvolti nelle operazioni di rendimento e si accontentano di una buona rendita insieme alla restituzione del capitale investito, sempre a seconda del tasso vigente.

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Attualmente, chi volesse investire sui BFP può scegliere tra 6 diverse soluzioni: quello “ordinario”, un investimento a medio-lungo termine a tasso fisso; “Europa”, con una rendita legata all’andamento dell’Indice Eurostoxx50; il “3X4 Fedeltà”, dedicato a chi intende reinvestire il capitale di Buoni in scadenza; “Dedicato ai minori”, l’investimento creato appositamente per i ragazzi; ed infine i due prodotti indicizzati all’inflazione, uno semplice ed uno extra. Maggiori informazioni su queste modalità di risparmio possono essere reperite consultando il sito ufficiale https://www.risparmiopostale.it gestito da Poste Italiane.

Conviene oggi investire in Buoni Fruttiferi Postali 2017?

In televisione, i BFP 2017 vengono attualmente reclamizzati con un simpatico spot ambientato nel far west, dove si parla di buoni e cattivi, e quindi anche di Buoni Fruttiferi Postali. È interessante notare che nella clip si evita strategicamente di fare riferimento ai rendimenti o ai tassi di interesse (si evidenzia solo la vantaggiosa tassazione al 12,50%) e questo a buon ragione: le misure di Mario Draghi hanno completamente svuotato di significato questa forma di rendimento, la cui resa attuale è dello 0,01% per quelli ordinari.

Anche quelli indicizzati non si rivelano particolarmente vantaggiosi (dopo un periodo di deflazione, l’inflazione è ancora ai minimi storici), mentre la tipologia di buoni europei è legata ad un indice che, dopo i picchi dell’anno scorso, si è molto ridimensionato. Come si è visto, la situazione era ben diversa fino ad un decennio fa, quando i tassi offerti potevano essere considerati piuttosto allettanti (anche in virtù di uno scenario finanziario  molto diverso da quello attuale.)

Investire oggi 1000 euro sui BFP equivale quindi a guadagnare pochi centesimi alla fine di ogni anno. L’unica buona notizia è che la situazione non potrà più peggiorare, per cui in futuro si consiglia di monitorare il tasso dei Buoni per degli eventuali investimenti nei prossimi anni.