BTP 2030: quotazione dei buoni con scadenza a marzo 2030, notizie e analisi tecnica

Conoscere la quotazione in tempo reale dei BTP 2030 consentirà agli investitori di capire come muoversi sul mercato e se è arrivato il momento di acquistare, mantenere o vendere i Buoni del Tesoro Pluriennali.

Quando accenniamo ai BTP 2030 parliamo di obbligazioni a lungo termine con cedola volte a finanziare le spese sostenute dallo Stato Italiano. I titoli sono molto conosciuti tra gli investitori italiani ma i dubbi sulla convenienza dell’acquisto portano i trader ad investigare maggiormente sul valore dei Buoni. Il primo passo da compiere è quello di capire come i BTP consentono un guadagno. La presenza di un tasso cedolare (tasso di interesse semestrale) definisce l’importo delle cedole in proprio possesso. Lo scarto di emissione è la cifra che verrà rimborsata alla scadenza in base al valore di acquisto e quello finale. Il rimborso non avverrà vendendo il titolo prima della sua naturale scadenza. Questi citati sono i tre elementi da considerare come fondamentali nel momento in cui si pensa di investire in BTP. Ma vediamo, ora, i riferimenti e le notizie relative ai Buoni del Tesoro Pluriennali con scadenza marzo 2030, l’analisi tecnica e la quotazione attuale.

Quotazione  e analisi tecnica dei Buoni del Tesoro Pluriennali con scadenza a marzo 2030

I Buoni del Tesoro Pluriennali sono una macrocategoria che include titoli obbligazionari emessi dallo Stato Italiano che presentano una durata superiore ad un anno. Il guadagno con i BTP è legato alla durata in maniera direttamente proporzionale. Più è lungo l’orizzonte di investimento maggiore sarà la possibilità di rendimento. D’altra parte, tenere in titolo per un numero prolungato di anni è difficile per molti investitori che sono tentati, ad un certo punto, dalla volontà di vendere i titoli in anticipo per ottenere un immediato guadagno. I BTP con scadenza nel 2030 si possono considerare investimenti di medio-lungo termine, portando con sé vantaggi e svantaggi degli investimenti prolungati. La conoscenza con i BTP 2030 inizia dal capire qual è la sua quotazione attuale e qual è stato l’andamento nel tempo.

Nel momento in cui l’articolo viene scritto, il valore del titolo protagonista del nostro articolo si attesta sui 106,97 euro, invariato rispetto la chiusura precedente. Studiando l’andamento dei Buoni si osserva come nel breve periodo si stia assistendo ad oscillazioni continue che hanno portato la quotazione ad un saliscendi non indifferente. Consideriamo che, per esempio, nel mese di aprile il valore del titolo ha toccato, in pochi giorni, quasi quota 109,00 euro per poi riscendere a 107,00 euro. Allungando il periodo a sei mesi notiamo, però, un rialzo dei BTP 2030 che avrà soddisfatto gli investitori. Lo scorso 20 novembre 2018, la quotazione era scesa fino a 98,59 euro ma da dicembre in poi il prezzo è salito fino a superare i 106,00 euro di oggi.

Consultando i grafici interattivi che si trovano facilmente online all’interno dei vari siti finanziari si nota come queste evidenti oscillazioni siano caratterizzanti del titolo non solo per gli ultimi mesi. Rialzi e ribassi accompagnano da sempre il titolo, dalla sua emissione il 21 maggio 2014. E’ passato da valori superiori a 120,00 euro a quotazioni minime di 98,00 euro circa per poi risalire e ribassarsi. I movimenti rinvenuti vengono interpretati differentemente dagli investitori ma è possibile affermare che per la maggior parte dei trader sente una forte tensione che li porta a rivalutare le proprie scelte. Se i Buoni del tesoro Pluriennali hanno il vantaggio di essere emessi dalla Stato e, di conseguenza, di essere fonte di sicurezza allo stesso modo non presentano una certezza di elevato guadagno soprattutto se si dovessero vendere prima della scadenza. I titoli, perciò, vengono visti come un buon investimento soprattutto da quegli investitori che desiderano tutelare i propri risparmi senza puntare ad elevati rendimenti.

La volatilità dei BTP 2030 è alta, parliamo di 10,617 di volatilità annuale mentre il value at Risk è stimato a 1,556. All’interno di un’analisi tecnica completa dei Buoni del Tesoro pluriennali con scadenza nel 2030 occorre, poi, specificare che la frequenza della cedole è semestrale e che la cedola annuale ha un tasso del 3,50%. Il tipo di cedola è fisso e la cedola in corso presenta un tasso del 1,75%. L’emissione della prossima cedola avverrà il 1° settembre 2019. Il rendimento annuo lordo è del 3,01% e il prezzo del rimborso è fissato a 100,00 euro. Parlando di rimborso occorre riprendere la questione dello scarto di emissione e specificare che nel momento dell’acquisto il BTP presenterà un determinato valore di emissione che non necessariamente corrisponderà alla cifra rimborsata al momento della scadenza. Ecco perché esiste un valore di rimborso che può risultare inferiore, superiore o uguale al valore di emissione. L’emissione sopra la pari si avrà quando il valore di rimborso risulterà inferiore a quello di emissione ottenendo, così, un guadagno dalle cedole ma una perdita dal rimborso. Se il valore di emissione è pari rispetto al valore di rimborso si avrà un’emissione alla pari mentre se il BTP viene collocato sul mercato ad un prezzo inferiore rispetto al valore di rimborso si avrà un’emissione sotto la pari con un guadagno sia dalle cedole che dal rimborso. Il valore di emissione dipenderà dall’asta dei Buoni a cui partecipano diversi investitori istituzionali, come le banche e le assicurazioni. Il prezzo di emissione nel caso dei BTO 2030 è stato fissato a 99,471 euro. Rientrano, dunque, nell’emissione sotto la pari.

La scelta di tenere i BTP fino alla scadenza nel 2030 oppure di venderli già oggi è legata a diversi fattori legati soprattutto alle esigenze personali dell’investitori. E’ possibile comunque effettuare un calcolo del valore del rendimento utilizzando la quotazione di oggi per capire se conviene vendere o aspettare. Un trend dei BTP positivo oggi potrebbe essere l’occasione giusta per vendere bilanciando la rinuncia ai guadagni certi delle cedole ma la scelta spetta solamente all’investitore, alle sue necessità e agli obiettivi prefissati. Rinunciare ai BTP 2030 oggi per ricercare un rendimento migliore dovrebbe presupporre di riuscire a trovare sul mercato investimenti altrettanto sicuri e redditizi che soddisfino lo speculatore. Prima di compiere scelte difficili, però, è bene capire quali sono i fattori che determinano le oscillazioni e i rendimenti dei Buoni del Tesoro Pluriennali e scoprire notizie che potrebbero aiutare l’investitore nella decisione di acquistare, vendere o mantenere il titolo fino alla naturale scadenza.

Notizie BTP 2030: cosa influenza il rendimento e le decisioni degli investitori

I Buoni del Tesoro Pluriennali 2030 si caratterizzano e differenziano in base alla scadenza stabilita, agli interessi maturati e incassati durante il periodo che passa tra acquisto e scadenza e al rimborso che si otterrà allo scadere del Buono in proprio possesso. La loro importanza deriva dal confronto con i titoli di Stato tedeschi per stabilire lo spread, valore che negli ultimi anni ha raggiunto livello alti. Tra i vantaggi dei BTP 2030 troviamo la certezza di un rimborso del prezzo nominale per intero (tranne in caso di fallimento dello Stato Italiano) e il pagamento di una cedola fissa prestabilita. Inoltre, i titoli pagano un importo variabile legato proprio all’andamento dell’inflazione. Se i prezzi dei consumi salgono, l’importo crescerà per colmare la perdita del potere di acquisto. Da qui deriva la sicurezza dei BTP nei confronti di un possibile ulteriore rialzo dell’inflazione. Sono proprio i tassi di interesse del mercato obbligazionario che, oscillando, provocano i continui rialzi e ribassi del valore dei Buoni del Tesoro Pluriennali, inclusi i BTP 2030. In questo caso, però, i rendimenti hanno un movimento contrario all’aumento dei prezzi, se i prezzi salgono i rendimenti diminuiscono e viceversa. E’ difficile, dunque, trovare risposte certe in un contesto variabile come quello dei mercati finanziari. Le considerazioni che gli investitori sono portati a compiere sono molteplici e relative a più cause. Per approfittare delle oscillazioni di mercato è possibile decidere di investire praticando trading online su una delle piattaforme autorizzate. Dato che gli interessi maturano giorno dopo giorno, ai guadagni in conto capitale si potrà aggiungere il rateo di cedola maturato nel periodo di tempo in cui il trade è rimasto aperto. Non tutti i Buoni del Tesoro Pluriennali sono indicati per il trading. E’ opportuno scegliere quelli con bassa volatilità e dalla scadenza più lunga.

Un consiglio che dovrebbero seguire gli speculatori è quello che propone una diversificazione del portafoglio all’interno del quale inserire un investimento di medio-lungo termine come quello dei BTP con scadenza nel marzo 2030. Concentrare i propri risparmi su un unico investimento è un’azione sconsiderata mentre è più ragionevole alleggerire le posizioni diversificando gli acquisti tra BTP 2030, azioni, materie prime, beni rifugio, criptovalute… Le possibilità sono molteplici e andranno studiate attentamente per non rischiare di perdere il capitale. Ricordiamo, infatti, che la speculazione non è un gioco e che è sempre costante il rischio di perdere i propri risparmi. Un buon punto di partenza è la conoscenza approfondita dei mercati finanziari per poter, poi, capire vantaggi e svantaggi di un investimento come quello nei Buoni del Tesoro Pluriennali con scadenza a marzo 2030.