Assunzione Precari Scuola 2019: ultime notizie su domanda, ricorso e tfr

Quali sono le ultime notizie sull’assunzione dei precari nella scuola che circolano nel 2019? Scopriremo le news sulle domanda, sul ricorso e sul trattamento di fine rapporto (detto tfr).

Una volta attestata la presenza del precariato anche nel 2019, nei mesi precedenti si è calcolato un impiego di circa 85 mila docenti precari che nell’anno scolastico 2019 sarebbero stati impiegati nella scuola per le supplenze. Occorre poi aggiungere un considerevole numero di precari relativo al personale ATA, per il quale non si vedono immissioni in ruolo dal 2011. Scuola e precarietà, dunque continuano ad essere in stretto rapporto ed essendo, oramai, una realtà appurata è giusto occuparsi ed informare i precari sulle novità circa la domanda di assunzione, i ricorsi e il tfr.

Ultime notizie sulle assunzioni dei Precari nella Scuola: domanda e ricorso

Quale situazione ha caratterizzato la scuola italiana in questo 2019? I numeri ci permettono di rispondere a questa domanda. Su 52 mila docenti da assumere ne sono stati assunti solo 30 mila lasciando 22 mila posti vacanti. I precari non mancano di certo, cosa ha bloccato allora le immissioni in ruolo? La causa principale è da riscontrare nella severità (forse eccessiva) con la quale i commissari d’esame durante le prove del concorso hanno giudicato (naturalmente non idonei) un numero considerevole di docenti. Con la conseguenza che le cattedre che sarebbero dovute essere assegnate ai precari che con l’esame sarebbero stati immessi a ruolo sono ora occupate da altri precari che, in molti casi, non possiedono l’abilitazione all’insegnamento.

Ecco la situazione odierna. Quasi 100 mila supplenze e docenti qualificati senza cattedra non rispecchiano quella che dovrebbe essere la Buona Scuola. In questo contesto, ai precari non resta che partecipare al concorso scuola attivo per fare domanda di assunzione e informarsi su come accedere alle supplenze per l’anno scolastico in corso. E’ stato creato dalla FLC CGL un opuscolo dedicato ai docenti, agli educatori e al personale ATA (infermieri, collaboratori scolastici, cuochi, assistenti tecnici e amministrativi e guardarobieri) che risultano inclusi nelle graduatorie provinciali e che sono alla ricerca di un contratto a tempo determinato.

La fase in cui si poteva procedere con l’invio della domanda di inserimento o aggiornamento nelle graduatorie di istituto dei docenti e quelle del personale ATA si è conclusa. Ora si attende, per quest’ultimi, la possibilità di compilare il modello D3 relativo alla scelta delle scuole. Trenta istituti scolastici da segnalare, in caso contrario il precario verrà inserito nelle graduatorie di III fascia corrispondenti solamente alla scuola destinataria della domanda. L’essere iscritti o aver aggiornato la propria posizione nelle graduatorie di istituto per il 2019/2020 è fondamentale soprattutto per il prossimo anno scolastico. I docenti precari che sperano in una supplenza potrebbero, infatti, ricevere una proposta nelle classi di concorso esaurite con le graduatorie a esaurimento (GaE). Mancano 8 mila assunzioni dal GaE e poi verrebbero chiamati i docenti in base al punteggio che risulta nella graduatoria di istituto. Nel caso di errori di valutazioni, il precario avrebbe 10 giorni di tempo dall’uscita della graduatoria per fare ricorso.

Precari news sui casi di ricorso e quando scatta il tfr

Le ultime news, forse troppo ottimistiche rivalutando la situazione generale della scuola, lasciano sperare in conclusioni favorevoli per i precari in caso di ricorso con conseguente processo per aver lavorato 36 mesi con contratti a tempo determinato sia consecutivi che non consecutivi senza poi passare di ruolo. Varie sentenze in Italia hanno stabilito la ragione dalla parte dei precari che hanno ricevuto risarcimenti in denaro ma non l’assunzione definitiva. Alcuni giudici del lavoro, dunque, hanno iniziato a seguire le direttive europee. La sentenza della Corte di Giustizia europea ha infatti appurato che l’Italia ha abusato della reiterazione di contratti a tempo determinato del personale scolastico senza che siano stati previsti meccanismi di tutela dei lavoratori. Da questa sentenza, però, non scaturisce immediatamente la stabilizzazione e/o il risarcimento economico. Per poter ottenere “giustizia” è fondamentale adire il giudice nazionale attraverso una causa individuale.

L’ultima questione che affronteremo oggi è quella relativa al trattamento di fine rapporto. Ai docenti precari, non appena terminano le attività didattiche o comunque il periodo lavorativo nella scuola, verrà inviato il tfr dalle segreterie scolastiche. La liquidazione del tfr avviene, solitamente, non prima di 12 mesi dalla data di scadenza del contratto. Solo in seguito l’INPS liquiderà il trattamento di fine rapporto entro 3 mesi. Per quanto riguarda le supplenze brevi, a partire dall’anno scolastico 2015/2016, la gestione delle pratiche tfr verso l’Ente Previdenziale è riservata al Ministero dell’Economia e delle Finanze e, quindi, non risultano a carico della scuola né interessano il MIUR.